L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Niente tasse nazionali sui pacchi, l’Ue avvisa l’Italia

Oggi entra in vigore il balzello da 3 euro sui plichi extra-Ue. Gill frena il Mef

di Maria Graziosi -


Nessuno potrà mettere altre tasse sui pacchi tranne l’Ue. L’Italia, e segnatamente il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti, se ne faccia una ragione. Olof Gill, portavoce dell’ineffabile commissario al Commercio Maros Sefcovic, ha emesso la sentenza. Da oggi, su tutti i pacchetti in arrivo dall’esterno della Ue di valore inferiore ai 150 euro, sarà applicata una tassa da 3 euro. Il governo italiano aveva intenzione di applicare un altro balzello, pari a due euro, eccependo che la misura fosse giuridicamente diversa: non un dazio, come quello della Ue, un semplice contributo di rimborso alle spese amministrative doganali. Se solo fossimo bravi al calcio così come siamo bravi a giustificare e inventare nuove tasse saremmo già in finale ai Mondiali.

Le tasse Ue sui pacchi saranno le uniche ammesse

Gill, però, non vuol sentire scuse. Bruxelles ha dichiarato guerra al gold-plating, ossia a quella tendenza di alcuni Stati membri di prendere le misure Ue e di recepirle, o aggravarle. “Ogni versione nazionale dei dazi – ha detto il signor Gill – dovrà cessare a partire da novembre”. A ottobre, in teoria, dovrebbe entrare in vigore quella italiana. “Questo non è più possibile”, perché, banalmente, i venditori stranieri (leggi cinesi) spedirebbero i loro prodotti scegliendosi un’altra dogana, più malleabile, tra quella dei 27 Paesi Ue. Ora è necessario che “questa straordinaria impennata di pacchi di e-commerce di basso valore in ingresso nell’Ue avvenga sulla base di condizioni di parità, nel rispetto della concorrenza leale per le aziende e i retailer europei”.


Torna alle notizie in home