Una quota rilevante della popolazione in età lavorativa, in particolare oltre il 40% delle donne e una fascia consistente di giovani, rimane stabilmente al di fuori del circuito lavorativo attivo
Mercato del lavoro ai massimi storici, ma l’Istat conferma il nodo strutturale di donne e giovani: l’alert Confcommercio.
Il mercato del lavoro in Italia sui massimi storici
I numeri consolidano un trend di crescita strutturale pur registrando un lieve rallentamento congiunturale nel mese di maggio. Secondo gli ultimi dati provvisori diffusi dall’Istat, il numero complessivo dei lavoratori si attesta a 24 milioni e 336mila unità. Ed evidenziano una flessione minima di 22mila occupati rispetto ad aprile (-0,1%). E’ un calo definito fisiologico dagli analisti, soprattutto alla luce della revisione al rialzo della stima del mese precedente effettuata dall’istituto di statistica.
Cresce il lavoro stabile, calano i contratti a termine
L’analisi dettagliata delle componenti occupazionali rivela segnali di forte ottimismo e stabilità da parte del sistema produttivo. La contrazione mensile è infatti interamente riconducibile al calo dei contratti di lavoro dipendente a tempo determinato. Al contrario, continuano a fare registrare una dinamica positiva sia i dipendenti permanenti (pari a 16 milioni e 588mila complessivi) sia i lavoratori autonomi (5 milioni e 360mila).
Il confronto su base annua evidenzia in modo ancora più netto il miglioramento complessivo del sistema nazionale. Rispetto a maggio dell’anno precedente, l’Italia conta 228mila occupati in più (+0,9%), una crescita trainata dall’incremento di ben 275mila dipendenti a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione generale si attesta così al 63%, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,0%.
L’allarme inattività per la componente femminile e giovanile
Nonostante la generale tenuta dell’occupazione e il calo della disoccupazione giovanile al 15,1%, permangono profonde criticità strutturali legate all’inattività. A maggio, la diminuzione simultanea degli occupati e delle persone in cerca di lavoro ha generato un aumento significativo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+59mila unità), spingendo il tasso di inattività al 33,6%.
I dati confermano la tendenza evidenziata dall’Ufficio Studi di Confcommercio. Una quota rilevante della popolazione in età lavorativa, in particolare oltre il 40% delle donne e una fascia consistente di giovani, rimane stabilmente al di fuori del circuito lavorativo attivo, rinunciando persino alla ricerca di un impiego e delineando il vero elemento di debolezza del sistema economico nazionale.