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Attualità

Il manifesto di Federmanager: “Fisco, giovani e Piano Mattei”

Meloni promette guerra alla burocrazia: "Va profondamente riformata"

di Cristiana Flaminio -


Al Forum di ieri di Federmanager sono emersi tutti i nodi del sistema economico e produttivo italiano. Non viviamo tempi di vacche grasse, questo lo sappiamo. Epperò, se è vero ciò che dice quel luogo comune per cui la crisi è, sostanzialmente, un’opportunità, siamo di fronte a un bivio decisivo per il futuro del Paese. I manager lo sanno e hanno redatto, e presentato, un manifesto in dieci punti. Nel documento, presentato dal presidente Valter Quercioli, le “dritte” alle istituzioni per rilevare i problemi e provare a risolverli. Accrescere l’infrastruttura manageriale del Paese e managerializzare le pmi, affinché le imprese crescano e, magari, possano ambire a diventare più grandi di quanto siano oggi. Integrare la sostenibilità ambientale e sociale. Perché, ha detto Quercioli, non si fa vera crescita risparmiando su tutele, lavoro e salari.

Il manifesto di Federmanager

Ed è per questo che un altro tema riguarda il rafforzamento della cultura della prevenzione dei rischi. Occorre poi puntare a un’energia competitiva per la sovranità industriale. Senza industria, ha ricordato Federmanager, non c’è né futuro né tantomeno Stato sociale. E non è così per dire. Per farlo, occorrerà assicurare stabilità normativa. Infine, la questione tech. L’intelligenza artificiale non va subita ma governata. Un vero e proprio cambio di visione. Che parte, chiaramente, da elementi di buon senso: “La tecnologia, da sola, non genera competitività: la genera quando incontra organizzazioni capaci di governarla”, ha ricordato Quercioli, citando i casi di Ford e delle altre grandi aziende che, dopo l’iniziale entusiasmo per l’intelligenza artificiale (costata il posto di lavoro a centinaia di persone), hanno dovuto imbarcarsi in una repentina marcia indietro.

Il Piano Mattei e i talenti da valorizzare

Infine, al solito, il richiamo al fisco da riformare e alla modernizzazione di pensioni e welfare. Non è una lista della spesa ma un vero e proprio programma. Che si riassume, poi, in tre semplici proposte attuabili fin da subito, secondo l’analisi dei manager. Occorre istituire una fiscalità d’impresa premiale che sappia accompagnare alla crescita le pmi, si deve immaginare un regime fiscale che possa essere davvero competitivo per i giovani talenti under 40 e, last but non least, bisognerebbe pensare all’inserimento di manager professionisti nell’ambito del Piano Mattei. Non è certo una banalità: il tessuto economico italiano è puntellato da Pmi che, per affacciarsi a 54 mercati diversi (e difficili), non possono fare a meno di avvalersi della consulenza, e della visione, dei manager. Insomma, un piano vero e proprio.

Meloni promette guerra alla burocrazia

Un manifesto, quello di Federmanager. A cui ha aperto la premier Giorgia Meloni. Che ha inviato una lettera al Forum di ieri. In cui ha rivendicato i buoni risultati del governo e i segnali incoraggianti che arrivano dal mondo economico. Ma non s’è nascosta e ha rilanciato l’impegno: “C’è ancora tantissimo da fare e i problemi irrisolti sono ancora molti. Penso alla necessità di riformare profondamente la burocrazia, per semplificare e rendere più veloci i processi amministrativi e creare nuove opportunità di crescita. Il nostro obiettivo di fondo è affermare un principio: tutto quello che non è espressamente vietato per un interesse superiore già tutelato deve essere consentito, senza lacci e lacciuoli che soffocano l’iniziativa economica”. A qualcuno, a Bruxelles e pure a Roma, saranno fischiate le orecchie.


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