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Manager, crisi identità: 64% vuole cambiare lavoro

Manager in crisi: la rapida accelerazione tecnologica, la diffusione dell'intelligenza artificiale e la velocità dei mercati stanno svuotando il valore delle sole competenze tecniche

di Angelo Vitale -


Lavoro, manager in crisi di identità: il 64% dei leader vuole cambiare (e non per lo stipendio).

Perché i manager vogliono cambiare lavoro?

Secondo i dati del primo semestre 2026 dell’Osservatorio di Hunters Group, circa il 64% dei manager e degli executive esprime il desiderio di cambiare lavoro. La vera novità, nelle motivazioni.

La spinta al cambiamento non è legata alla retribuzione o al titolo, ma alla ricerca di un contesto più coerente con il proprio stile di leadership e la propria fase di vita.

Per oltre il 70% degli intervistati, centrali elementi come la cultura aziendale, l’autonomia e la sostenibilità del business.

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La “dissonanza di carriera”: che cos’è?

Questo diffuso desiderio di cambiamento è la spia di un fenomeno nuovo e strutturale: la dissonanza di carriera.

Joelle Gallesi, managing director di Hunters Group, spiega che i manager oggi chiedono di svolgere il proprio lavoro in modo diverso. E cercano contesti in cui il proprio contributo umano e intellettuale mantenga un valore distintivo.

Disimpegno? No

E nemmeno di quiet quitting o burnout. Tra i manager, uno scollamento profondo vissuto dai professionisti più performanti. I manager continuano a raggiungere gli obiettivi e a produrre risultati eccellenti, ma non si riconoscono più nel modo in cui sono costretti a esercitare il proprio ruolo.

La rapida accelerazione tecnologica, la diffusione dell’intelligenza artificiale e la velocità dei mercati stanno svuotando il valore delle sole competenze tecniche.

La dissonanza di carriera segnala un fattore determinante. Il modello di successo tradizionale — basato unicamente su progressione verticale e leve economiche — non è più sufficiente.

Per trattenere i talenti migliori nei prossimi anni, le aziende italiane dovranno ripensare la qualità della leadership, la trasparenza dei processi e gli spazi di reale autonomia.


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