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Cronaca

Caso Roggero, Salvini in carcere a Bollate dal gioielliere

Il vicepremier e leader della Lega in visita a Mario Roggero nella casa di reclusione milanese. Fuori dal carcere la protesta della Lega Giovani con striscioni e cartelli

di Dave Hill Cirio -


Caso Roggero, Matteo Salvini in carcere a Bollate: pressing della Lega per la grazia al gioielliere.

Salvini da Roggero in carcere

Il vicepremier e leader della Lega in visita a Mario Roggero nella casa di reclusione milanese. Fuori dal carcere la protesta della Lega Giovani con striscioni e cartelli. Anche il difensore entra in struttura per il primo colloquio: “Ha 72 anni ed è incensurato, dobbiamo capire come ha passato la prima notte”.

Il caso giudiziario di Mario Roggero si sposta dentro le mura del carcere di Bollate, accelerando il caso politico nazionale. A poche ore dalla smentita del ministero della Giustizia circa l’avvio formale di un iter di clemenza, il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini personalmente presso la struttura detentiva milanese per incontrare il gioielliere di Grinzane Cavour.

Roggero è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione alla pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione con l’accusa di duplice omicidio volontario e tentato omicidio, in relazione ai fatti del 28 aprile 2021, quando reagì a una rapina nel suo negozio uccidendo due malviventi e ferendone un terzo.

La visita di Salvini a Bollate e la mobilitazione della Lega Giovani

L’arrivo del leader leghista al carcere di Bollate è stato accompagnato da una delegazione parlamentare e da una manifestazione sul posto.

Insieme a Matteo Salvini, hanno varcato i cancelli del penitenziario i deputati del Carroccio Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini, quest’ultimo nella veste di segretario nazionale della Lega Giovani.

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La protesta all’esterno

Davanti all’ingresso della casa di reclusione si è radunato un presidio di giovani militanti del partito. La delegazione ha esposto cartelli e uno striscione esplicito per chiedere a gran voce la “grazia per Mario Roggero”, rilanciando il tema della legittima difesa e del sostegno alle vittime di reato.

La Lega continua così a cavalcare la spinta mediatica sulla vicenda, nel tentativo di accelerare una risposta politica o un intervento straordinario. Ciò, nonostante i rigidi paletti costituzionali ribaditi dal Quirinale sulla titolarità esclusiva del Capo dello Stato per i provvedimenti di clemenza.

Parla il difensore: “Ha 72 anni, dobbiamo verificare le sue condizioni”

Quella di oggi è una giornata cruciale anche sul fronte prettamente legale. Tra pochi minuti dopo l’ingresso della delegazione politica, l’arrivo a Bollate anche per l’avvocato Stefano Marcolini, difensore storico del commerciante piemontese.

“Sto andando ora a Bollate da Mario. Alle 12:00 ho il colloquio con lui in carcere, nella camera degli avvocati. Tra i doveri del difensore c’è innanzitutto quello di capire com’è andata la prima notte in cella. Mario ha 72 anni ed è una persona completamente incensurata”, ha dichiarato il legale all’agenzia Adnkronos poco prima del colloquio.

L’attenzione del pool difensivo è concentrata sulla tenuta psicofisica dell’anziano commerciante, catapultato improvvisamente nella realtà carceraria dopo tre gradi di giudizio vissuti in stato di libertà.

Parallelamente al pressing politico per la grazia, i legali stanno valutando il ricorso a istanze di detenzione alternativa o differimento della pena basate proprio sui requisiti dell’età e della salute.


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