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Economia

La Ue plaude ai nuovi dazi di Trump: “Segnale positivo”

Bruxelles ingolla il bicchiere mezzo pieno e ostenta soddisfazione

di Giovanni Vasso -


La Ue apprezza i nuovi dazi di Trump, secondo la Commissione – che ormai sembra completamente in balia alla Sindrome di Stoccolma – le tariffe (più alte) della Casa Bianca vanno nel solco auspicato che rientra negli accordi (capestro) di Turnberry. Nessuno, però, ci mette la faccia. Mandano avanti il solito portavoce. Che, di fronte ai cronisti, ha spiegato che “la Commissione europea prende atto della pubblicazione da parte degli Stati Uniti delle misure correttive definitive adottate nell’ambito dell’indagine condotta ai sensi della Section 301 sul commercio di beni prodotti con lavoro forzato”.

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La Ue “apprezza” i nuovi dazi di Trump

Va bene l’approccio soft. Bruxelles, anzi, ravvisa addirittura elementi migliorativi nelle nuove tariffe che arrivano dagli Stati Uniti. Il provvedimento, hanno spiegato dalla Commissione, conferma che alla Ue saranno applicati nuovi dazi al 10%. Inoltre viene reintrodotta l’esenzione per sughero e diamanti che si aggiungono “a quelle già previste per aeromobili e componenti, farmaci generici e principi attivi”. Sempreché Trump non tenga fede alle minacce di stangare le medicine made in Ue con un dazio (iniziale) al 100 per cento da raddoppiare poi nel 2027.

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Un segnale positivo

Siamo oltre il concetto di bicchiere mezzo pieno. La Ue ritiene che i nuovi dazi Usa siano “un segnale positivo” che è “in linea con gli impegni tariffari assunti dagli Stati Uniti”. Una base di lavoro ideale per proseguire a trattare “su ulteriori esenzioni tariffarie e sul rafforzamento della cooperazione in settori quali materie prime critiche, sicurezza economica, intelligenza artificiale e digitale”. Tutti campi in cui Bruxelles non sembra pesare granché. I nuovi dazi di Trump sono già in vigore per sessanta Paesi nel mondo. L’Ue si adatta, fin troppo, al nuovo regime.


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