Scatta l’esposto sull’unico Ponte che non piace alla Cgil
La mossa di Landini per bloccare lo Stretto, la replica dell'Ugl: "Un'opera fondamentale per il Sud"
Giurano, dalla Cgil, che la politica non c’entri nulla col Ponte. Epperò non è mica così semplice. Colpire al cuore l’opera simbolo del Pnrr, o quantomeno del Piano secondo Matteo Salvini (e per esteso il governo Meloni), avrà pure un significato dal momento che, da qui a qualche mese, partirà ufficialmente la campagna elettorale. La Cgil, ieri mattina, ha presentato un esposto contro il Ponte sullo Stretto di Messina. Le carte, firmate da Maurizio Landini, sono state inviate alle Procure della Corte dei conti del Lazio e della Sicilia. Dicono, dal sindacato, che la Società ha già ottenuto un mare di risorse ma che di opere se ne vedano poche. No, non c’entra il “no” a prescindere alle grandi opere dicono dalla Confederazione.
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La Cgil, il Ponte e il no che “non è ideologico”
Ed è un distinguo che va fatto, per forza, all’indomani dell’ennesimo weekend di tensione in val di Susa contro la Tav. Per la Cgil si tratterebbe invece di voler vederci chiaro nelle spese dello Stato. E, difatti, l’esposto è per danno erariale. Non è “una battaglia ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all’opera”. Ma, come riferiscono Landini e soci Confederazione, si tratta “di difendere il denaro pubblico”. “Parliamo di un’opera il cui costo supera ormai i 13 miliardi di euro e che continua ad aumentare.
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La critica Ugl
Nel frattempo, la Società Stretto di Messina ha già assorbito ingenti risorse pubbliche senza che sia stato realizzato il Ponte e senza che i cittadini abbiano visto alcun beneficio concreto”. Una risposta, all’iniziativa Cgil contro il Ponte, è arrivata dall’Ugl. Che ha stangato i “colleghi” rossi: “L’esposto Cgil è pretestuoso e pregiudiziale – ha detto il segretario Paolo Capone- . Si tratta di un’opera strategica fondamentale per generare occupazione stabile e rilanciare il Mezzogiorno. Non è affatto una cattedrale nel deserto o una spesa improduttiva, ma un’opera infrastrutturale di valenza altamente strategica non solo per la Sicilia e la Calabria, ma per l’Italia intera e per l’Unione Europea”.
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