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Via libera del Csm ai test psicoattitudinali: entreranno nel concorso per magistrati

di Redazione L'Identità -


Dopo diciotto mesi mediazioni, il Consiglio superiore della magistratura ha dato il via libera alla delibera che introduce i test psicoattitudinali nei concorsi per magistrati. Il provvedimento, approvato dal plenum con sei astensioni, rende operativo quanto previsto dal decreto legislativo del marzo 2024, affidando al Csm il compito di definire modalità e criteri della nuova prova.

Il via ai testi psicoattitudinali: la riforma

I test entreranno già nel prossimo concorso e saranno collocati tra le prove scritte e l’esame orale. Una commissione composta da docenti ed esperti elaborerà i questionari, che dovranno poi essere approvati dallo stesso Consiglio superiore della magistratura prima della loro applicazione.

L’obiettivo della riforma, sottolinea la delibera, non è quello di individuare patologie o formulare diagnosi psicologiche. L’accertamento sarà infatti limitato alla verifica dell’idoneità funzionale del candidato rispetto al ruolo di magistrato, escludendo qualsiasi valutazione di natura clinica.

La valutazione e il procedimento

La valutazione riguarderà cinque ambiti ritenuti essenziali per l’esercizio della funzione giudiziaria: l’area cognitiva, quella emotiva, la sfera relazionale, l’area etico-valoriale e quella organizzativa. Su questi parametri verranno individuate eventuali condizioni di inidoneità allo svolgimento delle funzioni giudiziarie.

Il procedimento sarà articolato in due fasi. La prima, definita “ricognitiva”, servirà a raccogliere i risultati dei test, le osservazioni sul comportamento del candidato e gli elementi emersi durante il colloquio con l’esperto. Seguirà una seconda fase, “valutativa”, nella quale verrà elaborata una sintesi tecnico-professionale finalizzata al giudizio conclusivo di idoneità.

Alla stesura della delibera hanno collaborato consiglieri togati e laici insieme a quattro specialisti di psicologia del lavoro e psicometria: Santo Di Nuovo, Monica Molino, Giuseppe Sartori e Andrea Spoto. Con l’approvazione del testo, il nuovo sistema entra ora nella fase attuativa e diventerà parte integrante della selezione dei futuri magistrati.


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