Il Giappone rafforza lo yen e taglia le tasse sul cibo
La mano tesa di Trump sulla moneta: "Intervento congiunto segnale di amicizia"
Il governo del Giappone ha deciso di rafforzare lo yen e di diminuire le tasse sul cibo, l’Iva sui generi alimentari e di prima necessità sarà quasi azzerata da Tokyo. L’imposta scenderà, secondo quanto annunciato dall’esecutivo guidato da Takaichi Sanae, dall’attuale otto per cento all’1%. E interesserà cibo e bevande. Ma la notizia più importante, per il governo nipponico, riguarda l’intervento sullo yen. Un’azione concertata con gli americani per tentare di dare stabilità alla moneta nazionale, che sta perdendo valore ormai da mesi senza che, apparentemente, si riesca a far nulla.
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Yen e Iva sul cibo, le mosse del Giappone
L’intervento sull’imposta per i consumi alimentari scenderà a partire dal prossimo mese di aprile e resterà attiva fino al 2027. Si tratta di un intervento che mira, naturalmente, ad alleviare la pressione sui consumatori e sulle famiglie. Una mossa già prevista, dall’ordinamento giapponese, fin dall’ormai lontano 1989 che, adesso, sarà attuata in un momento storico di assoluta delicatezza per il mondo intero e non solo per Tokyo. Ma la notizia è pure un’altra. Si tratta della questione yen. Gli americani hanno deciso, col governo giapponese, di intervenire per restituire stabilità alla moneta.
Trump e l’amicizia Usa-Giappone
Un mese fa, a Tokyo, era squillato l’allarme. Il rapporto dollaro-yen aveva raggiunto la quota più bassa del 1986 a questa parte. Colpa dei tassi Usa, sempre alti. Colpa dei prezzi del petrolio, che si quantificano in bigliettoni americani. Colpa di una vera e propria fuga di capitali dal Paese del Sol Levante. Washington ha deciso di tendere la mano al Giappone. “Segnale di amicizia”, ha detto Trump. “Il loro yen si sta indebolendo e avevano bisogno di un piccolo aiuto. E noi siamo sempre pronti ad aiutare il Giappone”.
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