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Esteri

Crosetto: “Le navi italiane passeranno per Bab el-Mandeb senza attendere l’Ue”

Il ministro da La Spezia: "Ci attiveremo senza aspettare la burocrazia"

di Flavia Romani -


“Abbiamo deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno”. Queste le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto che è intervenuto alla quarta edizione del Forum Risorsa Mare a La Spezia, parlando della situazione nello stretto di Bab el-Mandeb.

“Probabilmente ci attiveremo in modo tale che le navi italiane possano iniziare a passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra perché ritardare i tempi in casi come quello significa ritardare l’economia, significa aggravare problemi”.

Cosa succede nello stretto di Bab el-Mandeb

Il riferimento è allo stretto di Bab el-Mandeb, il passaggio strategico che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e rappresenta uno dei nodi fondamentali delle rotte commerciali internazionali. Nelle ultime settimane la situazione nell’area si è ulteriormente complicata con l’avanzata degli Houthi lungo la costa yemenita e il ritorno di una forte pressione sulla navigazione commerciale. I dati più recenti indicano inoltre una riduzione dei transiti nello stretto, mentre il traffico marittimo resta esposto al rischio di nuovi attacchi.

La decisione italiana si inserisce in un quadro nel quale l’operazione europea Aspides continua comunque a garantire la protezione delle navi mercantili. Nei giorni scorsi la missione ha effettuato attività di “close protection”, accompagnando i mercantili nelle aree considerate più esposte. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva ribadito che l’obiettivo è mantenere aperte le rotte commerciali e tutelare la libertà di navigazione, evitando che la crisi di Hormuz si traduca in una nuova emergenza anche a Bab el-Mandeb.

Crosetto: “Interveniamo per alleviare le crisi”

Per Crosetto, però, l’urgenza impone di ridurre al minimo i tempi decisionali. “Quando possiamo interveniamo per alleviare le crisi”, ha aggiunto il ministro. Il tema non riguarda soltanto la sicurezza delle navi, ma anche le conseguenze economiche di eventuali nuovi blocchi o deviazioni delle rotte. Il Mar Rosso e il canale di Suez costituiscono infatti un corridoio essenziale per gli scambi tra Asia ed Europa e un ulteriore deterioramento della situazione rischierebbe di tradursi in maggiori tempi e costi di trasporto.


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