Commissione Covid, Conte si dimette (per essere audito) ma l’audizione salta: è scontro
La tanto attesa audizione di Giuseppe Conte, prevista per domani 4 agosto davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, slitta ancora. L’ex presidente del Consiglio ha annunciato le proprie dimissioni dalla Commissione per poter essere ascoltato come testimone, ma l’appuntamento previsto per domani è stato rinviato a causa dei lavori parlamentari di Camera e Senato, impegnati in sedute con votazioni per l’intera giornata.
Conte e l’audizione in Commissione Covid: il comunicato di Lisei
A spiegare la decisione è stato il presidente della Commissione, il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei, secondo cui già nei giorni precedenti gli uffici avevano avvertito la segreteria di Conte delle difficoltà legate alle date individuate, chiedendo eventuali alternative. “Non abbiamo ricevuto disponibilità di altri giorni”, ha spiegato Lisei, annunciando che gli uffici torneranno a contattare il leader del Movimento 5 Stelle per individuare una nuova data.
Il rinvio ha immediatamente riacceso lo scontro politico. Da Fratelli d’Italia arrivano accuse pesanti nei confronti dell’ex premier. La capogruppo in Commissione Covid Alice Buonguerrieri sostiene che Conte avrebbe ristretto la propria disponibilità proprio alle giornate in cui era noto l’impegno delle Aule parlamentari, parlando di un tentativo di sottrarsi al confronto. “Non potrà scappare per sempre”, ha attaccato la deputata.
La vicenda si inserisce in un clima già teso attorno alla Commissione d’inchiesta, diventata uno dei terreni di scontro più aspri tra maggioranza e opposizione. Al centro ci sono le decisioni prese durante la pandemia, la gestione dell’emergenza sanitaria e il ruolo dell’allora governo Conte II.
L’ex premier, che ha sempre rivendicato le scelte adottate nei mesi più difficili della pandemia, dovrà ora attendere una nuova convocazione per rispondere alle domande dei commissari. Un passaggio che la maggioranza considera cruciale per fare luce sulla gestione dell’emergenza, mentre il Movimento 5 Stelle denuncia da parte della commissione un “attacco politico”.
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