Arrivano i numeri di Bankitalia: a giugno record storico. Un segnale della rafforzata credibilità del sistema Paese
L’Italia non piazzava così tanti Btp dagli anni ’90. La Banca d’Italia ha riferito, nei numeri sul conto corrente del Paese, che il surplus registrato fino a giugno di quest’anno (e dunque negli ultimi dodici mesi di rilevazioni) s’è impennato a poco meno di 30 miliardi e mezzo di euro. Una somma enorme, pari all’1,3% del prodotto interno lordo nazionale. Tra le voci più rilevanti, sul passivo, c’è l’aumento delle vendite dei titoli di Stato. Roba che, solo a giugno scorso, ha raggiunto il valore di ben 30,6 miliardi di euro.
Btp Italia, tutti i dati
Complessivamente, in relazione “soprattutto ai rilevanti acquisti esteri” che, secondo gli analisti di Palazzo Koch son stati pari a ben 58 miliardi, solo in termini di spesa nei titoli pubblici si è registrato, a giugno, il valore mensile più elevato dagli anni ’90 a oggi. Inutile girarci attorno. Considerando, pure, ciò che succede nel resto del mondo (a cominciare dagli Stati Uniti) “piazzare” così tanti titoli proponendo rendimenti non elevatissimi (almeno non tanto quanto quelli che stanno facendo fibrillare i Treasury) si può parlare, davvero, di un’ottima notizia per il sistema italiano. Che, dopo una lunga traversata nel deserto, sembra aver ritrovato quella credibilità sui mercati che era sembrata la grande assente degli ultimi decenni. Una ricerca, questa, che ha giustificato nel corso degli anni passati praticamente ogni taglio possibile e immaginabile.
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Esulta Fdi
Il tema della fiducia dei mercati è quello che è stato sottolineato, in una nota, da Marco Osnato. Il presidente della Commissione Finanze alla Camera, nonché responsabile economico per Fratelli d’Italia. Che, dopo aver ripercorso tutti i dati pubblicati da Palazzo Koch, ha affermato. “È un risultato che testimonia ancora una volta la straordinaria capacità delle nostre imprese di produrre valore e competere nel mondo, nonostante un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, dazi e forte incertezza”. Quindi ha proseguito. “Il governo Meloni sta accompagnando questa forza sostenendo investimenti, competitività e internazionalizzazione e lavorando per aprire nuove opportunità alle imprese italiane sui mercati globali”. Sullo sfondo c’è, naturalmente, la bilancia commerciale. I dati dei pagamenti e degli utili che sono in crescita in un momento storico che è difficilissimo, tra guerre commerciali, dazi e crisi energetica, per l’economia globale: “Il crescente surplus commerciale certificato da Bankitalia è un segnale concreto della solidità del nostro sistema produttivo e dell’attrattività del Made in Italy in tutto il mondo”.