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West Nile in Italia, allarme silenzioso e primato Europeo

L’Italia registra la più ampia circolazione del West Nile virus in Europa, con una stagione anticipata e casi in crescita costante su tutto il territorio nazionale.

di Marzio Amoroso -


Il West Nile virus non è più un fenomeno sporadico. In Italia la circolazione è ormai stabile e diffusa su gran parte del territorio nazionale. I casi umani aumentano di settimana in settimana, con una presenza confermata in decine di province e in molte regioni, dal Nord alle isole. La stagione 2026 mostra una crescita anticipata e intensa. La trasmissione è iniziata prima rispetto agli anni passati e si mantiene su livelli elevati.

Perché l’Italia è al primo posto in Europa

Il nostro Paese registra oggi il numero più alto di casi autoctoni di West Nile in Europa. La combinazione di estati sempre più calde, notti tropicali e inverni miti favorisce la sopravvivenza delle zanzare Culex, principali vettori del virus. Le aree umide, i corsi d’acqua e le zone con ristagni diventano ambienti ideali per la proliferazione delle zanzare. Questo rende la circolazione del virus più ampia e continua. La diffusione non riguarda più solo la Pianura Padana. Oggi i casi si registrano anche in regioni centrali e meridionali, con coinvolgimento di territori urbani e rurali.

Come si trasmette il West Nile

Il West Nile virus si trasmette all’uomo quasi esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette. Gli uccelli rappresentano il principale serbatoio naturale. Le zanzare si infettano pungendo volatili portatori del virus e possono poi trasmetterlo a persone e altri mammiferi. Non è prevista una trasmissione diretta da persona a persona. La diffusione dipende quindi dalla presenza di zanzare e dalla circolazione del virus negli animali.

Sintomi e forme gravi della malattia

La maggior parte delle infezioni da West Nile è asintomatica. Molti contagi non vengono mai rilevati. Quando compaiono sintomi, si osservano febbre, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza e talvolta nausea. In una piccola percentuale di casi il virus può provocare forme neuro-invasive. Si tratta di encefalite, meningite o meningoencefalite, più frequenti negli anziani e nelle persone fragili. In queste situazioni il rischio di esito fatale aumenta in modo significativo.

Prevenzione, cosa può fare davvero il cittadino

Non esiste al momento un vaccino per uso umano contro il West Nile virus. La strategia si basa su prevenzione e sorveglianza. È fondamentale ridurre il contatto con le zanzare. Zanzariere alle finestre, uso di repellenti, abiti chiari e coprenti nelle ore serali sono misure semplici ma efficaci. Un punto chiave è l’eliminazione dell’acqua stagnante. Sottovasi, bidoni, tombini e piccole raccolte d’acqua diventano focolai per le larve. La disinfestazione mirata nelle aree con casi confermati e il monitoraggio degli animali permettono di contenere la circolazione del virus.

Un’emergenza da seguire con attenzione

Il quadro attuale mostra un West Nile sempre più radicato in Italia. La combinazione di clima favorevole, presenza di zanzare e circolazione silente negli animali rende il virus un problema strutturale. La sfida dei prossimi anni sarà mantenere alta la sorveglianza, informare in modo chiaro i cittadini e rafforzare le misure di prevenzione.

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