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Lavoro

Lavazza batte Google: ecco perché

di Daniel Walker -


Il caffè batte la Big Tech: Lavazza è (ancora) il datore di lavoro dei sogni. Chi l’avrebbe mai detto che nel paese della Silicon Valley e dei mega-uffici con biliardini, a vincere la sfida del posto di lavoro ideale sarebbe stata una tazzina di espresso?

Lavazza batte Google

Lavazza si riconferma regina assoluta in Italia ottenendo per il secondo anno consecutivo il punteggio massimo di 10 su 10 nella ricerca Italy’s Best Employers 2027. La classifica, elaborata da Statista insieme al Corriere della Sera, ha incoronato il colosso torinese davanti ai giganti del settore tech, finanziario e alimentare.

Il fascino del cibo vince su tutto

Al secondo posto si piazza infatti la pasta De Cecco, a pari merito con FinecoBank con un voto di 9,68. E il colosso Google? Deve accontentarsi soltanto del decimo posto nella graduatoria generale.

La ricetta del successo: super-bonus, “venerdì brevi” e tanto smart working

Ma qual è il segreto che rende i dipendenti di Lavazza così felici da stracciare la concorrenza internazionale? Più che una semplice pausa caffè, l’azienda offre un pacchetto welfare da capogiro.

egli ultimi dodici mesi il gruppo ha collezionato traguardi da record. A gennaio la certificazione Top Employer per Italia e Regno Unito, a settembre il terzo posto globale tra i brand di caffè e tè per Brand Finance. A luglio, il vero “colpo di fulmine” per i lavoratori.

Il nuovo contratto integrativo aziendale ha infatti introdotto i venerdì brevi estesi a 19 settimane, lo smart working flessibile fino a 10 giorni al mese, 8 settimane di congedo parentale retribuito al 100% per l’altro genitore, un premio aziendale fino a 4.100 euro.

Cibo e packaging invadono la Top 100: chi sale e chi scende

La ricerca — giunta alla sua settima edizione e basata su oltre 300 mila valutazioni tra dipendenti di aziende con almeno 250 addetti — evidenzia lo strapotere del comparto agroalimentare, capace di piazzare 10 aziende nei primi cento posti.

Tra i marchi più amati e votati spiccano Bialetti (12esima con 9,42, inserita tra i beni di consumo), Fileni (24esima con 9,20), Granarolo (25esima con 9,20), Barilla (28esima con 9,19), Coldiretti (29esima con 9,18), Monge (51esima con 9,02), Mutti (65esima con 8,90), bofrost (69esima con 8,87) e Coca-Cola HBC (88esima con 8,79).

Non da meno è la filiera del packaging e delle macchine industriali, guidata da Coesia (15esima con 9,34) e Tetra Pak (42esima con 9,08), seguite da DS Smith (50esima), O-I (60esima), I.M.A. (78esima) e Guala Closures (93esima).

Il rovescio della medaglia nel mondo del food & beverage

Ma l’inchiesta economica mostra pure che non tutto è rosa e fiori nel settore. Il mercato resta complesso. Diageo Italia ha recentemente ristrutturato la sede di Milano gestendo 86 esuberi, mentre AB InBev ha chiuso lo storico stabilimento di Birra del Borgo a Borgorose coinvolgendo 20 lavoratori.

Intanto, tra welfare da favola e sfide di mercato, la partita per attirare i migliori talenti è più aperta che mai.

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