Previdenza nel comparto sicurezza: convocato dal ministero un tavolo per il 13 ottobre
Il dibattito sul futuro pensionistico degli appartenenti alle forze dell’ordine e della difesa compie un nuovo passo atteso da mesi. Il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha ufficialmente fissato per il 13 ottobre l’apertura del tavolo di confronto dedicato alla previdenza specifica per il personale del comparto. La decisione dell’esecutivo giunge esattamente a novanta giorni dalla firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL 2025-2027, sottoscritta lo scorso 15 luglio.
L’avvio della trattativa dà seguito diretto agli impegni assunti dal Governo. In quella sede Governo e sindacati avevano concordato la costituzione immediata di un tavolo di lavoro focalizzato sulla tutela previdenziale. Il tema è rimasto insoluto e considerato fondamentale dai rappresentanti dei lavoratori della Polizia di Stato e delle altre forze armate.
Il commento del SIAP e il quadro istituzionale
La convocazione ufficiale del ministero ha raccolto la valutazione favorevole del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP). Giuseppe Tiani, segretario generale del sindacato, ha sottolineato il valore del rispetto dei tempi concordati per l’avvio delle discussioni.
“Diamo atto ai ministri Paolo Zangrillo e al Governo di aver rispettato l’impegno assunto, fissando per il 13 ottobre, esattamente a novanta giorni dall’accordo sottoscritto il 15 luglio per il rinnovo contrattuale 2025-2027, l’apertura del confronto sull’irrisolta questione previdenziale del personale della sicurezza e della difesa. Una convocazione che apprezziamo e che dà seguito a quanto comunicato dal ministro ai poliziotti del SIAP durante il Consiglio Generale Nazionale del 28 settembre a Rimini, alla presenza del ministro Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia Pisani”.
Il tema era già stato al centro dei lavori del vertice sindacale svolto a Rimini alla fine di settembre, dove la dirigenza del SIAP aveva rivendicato con forza la necessità di far partire le trattative istituzionali entro i termini stabili nell’intesa contrattuale.
Le priorità per i giovani poliziotti e il calcolo misto
L’obiettivo principale per la SIAP è di ottenere il pieno riconoscimento normativo della specificità del lavoro svolto dalle forze dell’ordine. Le particolari condizioni operative, i vincoli di impiego e la struttura della retribuzione necessitano infatti di strumenti idonei ad assicurare trattamenti di adeguatezza proporzionata al collocamento a riposo.
Il nodo centrale del confronto del 13 ottobre riguarderà la salvaguardia del personale entrato in servizio negli ultimi decenni. Le criticità economiche più evidenti interessano gli agenti soggetti al sistema di calcolo contributivo o misto, i quali rischiano una forte penalizzazione dell’assegno rispetto al passato.
“Ora occorre tradurre il confronto in soluzioni concrete, capaci di riconoscere la specificità previdenziale del nostro lavoro per tutelare il futuro pensionistico dei giovani colleghi, a partire dalle giovani generazioni di poliziotti e dal personale a cui si applica il sistema di calcolo misto”.
Il tavolo interministeriale dovrà quindi individuare interventi tecnici e finanziari in grado di garantire stabilità delle pensioni agli operatori della sicurezza pubblica.
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