L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Vasco Rossi dottore honoris causa a Salerno: “La politica è anche decidere chi ascoltare”

Nella sua lectio magistralis una riflessione sul ruolo della musica nella società

di Mauro Trieste -


Non una semplice celebrazione accademica, ma l’incontro tra una delle figure più influenti della musica italiana e un’università che ha scelto di riconoscere il valore culturale e comunicativo di una carriera lunga oltre quarant’anni. Nell’affollata Aula Magna “Vincenzo Buonocore” del campus di Fisciano, Vasco Rossi ha ricevuto il dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione dall’Università degli Studi di Salerno, accolto dall’entusiasmo degli studenti e dagli applausi della comunità accademica.

Ad aprire la cerimonia è stato il rettore Virgilio D’Antonio, che ha sottolineato come le parole delle canzoni di Vasco abbiano superato i confini dell’opera artistica per diventare parte dell’esperienza collettiva di intere generazioni. Un riconoscimento che, nelle intenzioni dell’ateneo, premia non soltanto il musicista ma anche il comunicatore capace di influenzare linguaggi, immaginari e forme di relazione sociale.

La lectio magistralis: “La politica non è solo quella dei palazzi”

Il passaggio più intenso della lectio magistralis è arrivato quando Vasco ha allargato lo sguardo oltre la musica per interrogarsi sul significato stesso della politica. “La politica non è soltanto quella dei palazzi, delle elezioni e dei programmi. È anche il modo in cui una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi lasciare ai margini”, ha affermato il rocker, legando il tema della rappresentanza a quello dell’ascolto e dell’inclusione.

Un pensiero che si inserisce nella riflessione più ampia proposta all’università campana, dove l’artista ha evidenziato il ruolo delle canzoni come strumenti di comunicazione sociale. “Una canzone non dà istruzioni per vivere, non sostituisce la politica ma può aprire uno spazio nel quale le persone discutono e si sentono meno sole. Può dare voce a un disagio”, ha spiegato.

“Politica e comunicazione le ho vissute, non studiate”

Nel suo intervento Vasco Rossi ha alternato riflessioni personali e considerazioni sul rapporto tra arte e società. “Politica e comunicazione non le ho studiate sui libri ma le ho vissute, subite e a volte anche provocate”, ha detto, rivendicando un percorso costruito fuori dalle aule universitarie ma capace di incidere profondamente sulla cultura popolare italiana. Il cantautore ha ricordato come le sue canzoni, una volta pubblicate, abbiano smesso di appartenergli esclusivamente per diventare patrimonio emotivo del pubblico, con storie, fragilità, ribellioni e desideri condivisi da milioni di persone che negli anni si sono riconosciute nei suoi testi.

Il riconoscimento dell’ateneo

La decisione dell’Università di Salerno nasce dalla convinzione che Vasco Rossi rappresenti un caso di studio rilevante per comprendere i processi della comunicazione contemporanea. Nelle motivazioni del conferimento si evidenzia la capacità dell’artista di interpretare le trasformazioni sociali e le inquietudini di generazioni diverse, costruendo una relazione con il pubblico che è andata ben oltre il perimetro della musica. In questo senso il dottorato honoris causa riconosce non soltanto il valore artistico del “Blasco”, ma la sua influenza nel definire linguaggi, simboli e forme di appartenenza collettiva. Un’eredità culturale che oggi entra ufficialmente anche nel mondo accademico.

Un dialogo tra università e cultura popolare

La giornata di Fisciano si è trasformata così in qualcosa di più di una cerimonia formale. Da una parte l’istituzione universitaria, dall’altra uno degli artisti che più hanno segnato l’immaginario italiano dagli anni Ottanta a oggi. Nel mezzo, il tema che ha attraversato l’intera lectio magistralis: il potere della comunicazione di creare comunità, raccontare il disagio e dare voce a chi rischia di restare invisibile. Ed è forse proprio in questa capacità di trasformare un’esperienza individuale in un racconto collettivo che l’università ha riconosciuto il motivo più profondo del suo omaggio al rocker di Zocca.


Torna alle notizie in home