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Politica

Il Vangelo secondo Francesco Emilio: le sacre apparizioni del Crociato da un milione di follower

Francesco Emilio Borrelli conquista TikTok tra blitz, dirette e popolarità social. Il deputato sceriffo batte tutti, lasciando ai sindaci solo le comparse

di Anna Tortora -

Francesco Emilio Borrelli. ©ANSA


Mettete da parte i manuali di diritto costituzionale, le noiose sedute alla Camera e quei pesantissimi faldoni in burocratese che fanno venire il latte ai gomiti. Nella Campania felix del terzo millennio, la sovranità appartiene unicamente all’utente che sguardona lo schermo mentre aspetta che si cuocia la pasta. Benvenuti nel regno di Francesco Emilio Borrelli, l’unico parlamentare della Repubblica che ha sostituito la gazzetta ufficiale con la sezione Per Te di TikTok e la scorta istituzionale con una batteria di power bank carichi al cento per cento.

Il deputato più social che c’è ha capito prima di tutti noi poveri mortali la regola aurea della politica moderna: solo la magagna ripresa in verticale con l’iPhonino spianato esiste davvero. E così, tra un blitz all’alba contro il parcheggiatore abusivo di turno e una perlustrazione a sorpresa lungo la costa, l’Onorevole ha inventato un nuovo genere letterario: il “Live & Order” partenopeo. C’è il degrado? Parte la diretta. C’è una catasta di monnezza? Scatta la crociata. Un giorno lo trovi ad Atrani a redarguire il sindaco Michele Siravo per le acque del torrente Dragone, un altro giorno a caccia di furbetti del panno steso.

Borrelli oscura i sindaci: il costo social della politica vera

Sullo sfondo di questo cinepanettone della legalità compaiono ogni tanto i vari amministratori locali. Prendete Pasquale Aliberti, primo cittadino di Scafati: passa per essere il sindaco più social che c’è, uno che scatta selfie pure mentre firma le ordinanze per le buche. Tuttavia, davanti all’uragano Borrelli, anche la prima fascia cittadina deve fare un passo indietro. La dura realtà è che Borrelli è più social che c’è di lui, e al primo cittadino scafatese resta esclusivamente il ruolo di comparsa del tutto marginale, travolta dalla furia digitale del deputato.

Il segreto di tanta grazia? Borrelli ha scoperchiato il desiderio segreto del cittadino medio: la fame del Giustiziere col cellulare anziché la solita, complessa riforma burocratica. Il pubblico snobba la risposta dell’ARPAC in trecento righe di perizia e pretende il mercante scacciato dal tempio in un reel da quindici secondi, con il sottofondo del passante che urla “Onorevole fatevi valere!”, Grande Onorevole.

È lo show-business applicato alla vita pubblica. Mentre i poveri sindaci passano le giornate tra delibere, cantieri e burocrazia vera per mandare avanti le città, Borrelli arriva, inquadra la magagna e punta il dito a favore di algoritmo. Incassa il pieno di like, si prende la beatificazione nei commenti ed erige il suo trono virtuale da sceriffo della rete. D’altronde l’Onorevole lo ha capito benissimo: per prendere in carico qualsiasi doglianza del popolo, l’unica via sacra è la diretta. Perché adibire gli uffici quando basta una story? E poi parliamoci chiaro: un degrado urbano affrontato a riflettori spenti è solo perdita di tempo, ma una cazziata in livestreaming ti garantisce la beatificazione a furor di algoritmo prima di cena.

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