Malaria in aeroporto a Francoforte: un morto e 5 infetti
In Germania si tende a tranquillizzare l'opinione pubblica nonostante la gravità di un primo decesso
Allarme “malaria aeroportuale” a Francoforte: la situazione, i rischi e l’analisi dell’infettivologo Bassetti.
Alert malaria in aeroporto a Francoforte
Un focolaio di malaria aeroportuale ha colpito il personale di terra dell’aeroporto di Francoforte, uno degli scali internazionali più trafficati d’Europa.
Il bilancio aggiornato conferma la morte di un dipendente e il contagio di altri cinque addetti alle operazioni di carico e scarico merci.
L’ente sanitario tedesco Robert Koch Institute e la società di gestione aeroportuale Fraport hanno escluso qualsiasi trasmissione interumana: l’infezione è stata causata da punture di zanzare del genere Anopheles. Insetti giunti vivi all’interno delle stive o dei container a bordo di voli commerciali provenienti da aree tropicali endemiche.
Cosa succede a Francoforte e le misure d’emergenza
I contagi si sono concentrati tra gli addetti alla movimentazione dei bagagli e delle merci. Secondo le ricostruzioni epidemiologiche, le punture infettanti sono avvenute nell’area di movimentazione cargo.
Di fronte all’emergenza, le autorità aeroportuali e sanitarie tedesche hanno adottato un piano straordinario di contenimento.
Le trappole e la disinfestazione
Nelle aree di carico sono state installate trappole entomologiche e condotte operazioni di disinfestazione. Alcuni esemplari di zanzara catturati sono stati inviati all’Istituto di Medicina Tropicale di Anversa per l’analisi del parassita Plasmodium.
La sorveglianza medica e gli equipaggi
Fraport ha avviato un programma di monitoraggio e prevenzione per i lavoratori dell’area cargo, affiancato da campagne operative di informazione interna per il riconoscimento tempestivo dei sintomi febbrili.
Perché Bassetti parla di “zanzara da bagagli”?
Il medico e infettivologo Matteo Bassetti è intervenuto sul caso spiegando il fenomeno clinico noto come “airport malaria”, la malaria aeroportuale.
Con l’espressione “zanzara da bagagli” o “da container”, l’infettivologo descrive la modalità con cui la zanzara Anopheles, vettore del parassita della malaria, viaggia come passeggero indesiderato all’interno delle stive degli aerei. Un insetto nascosto tra le valigie o i pallet di merci in arrivo da Paesi tropicali o equatoriali.
I punti chiave evidenziati dagli esperti sul fenomeno
La zanzara infetta sopravvive al viaggio aereo grazie alle temperature e all’umidità della stiva o dei container cargo. Una volta aperte le porte dell’aeromobile in Europa, l’insetto fuoriesce e punge le prime persone a portata, solitamente il personale di terra impegnato nello scarico.
Un rischio circoscritto ma letale
Poiché l’Europa non è un’area a trasmissione endemica di malaria, la diagnosi sui lavoratori colpiti può subire ritardi se non si associa subito la febbre alla puntura d’insetto esotico.
Questo ritardo diagnostico aumenta drasticamente il rischio di complicanze gravi o mortali.
L’importanza della disinfestazione aerea
Il caso di Francoforte riporta in primo piano l’obbligo di applicare rigorosamente le procedure internazionali del trattamento insetticida sulle aeromobili e nei container prima del decollo dai Paesi a rischio sanzionati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
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