L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Sociale

L’unione di culture diverse unite dal sentimento popolare

di Vincenzo Viti -


Qualche pensiero “laterale” sullo “scontro di civiltà”  in atto fra Maga e Woke intese ormai come le culture di riferimenti delle due galassie che per comodità definiamo come destra e sinistra. Chi frequenta la storia delle idee, difficilmente potrebbe adattarsi ad una semplificazione così riduttiva.

L’etimologia del conflitto

Maga è un riepilogo dei luoghi comuni che costellano il firmamento ancestrale e  reazionario, Woke invece è il decalogo di aspirazioni  identitarie garantito dalla presunzione del diritto sui bisogni. Se vogliamo è questa la volgarizzazione di un conflitto che toglie molto alla ricchezza di valori e di significati che è possibile ritrovare nelle storie della destra e della sinistra almeno in Italia.

E se si volesse “cancellare”, gergo tipico delle dannazioni ideologiche, il ruolo giocato in Italia dalle culture moderate e riformatrici.

Ci chiediamo perciò: è davvero in corso da noi un conflitto così estremo fra Maga e Woke, o si sta tentando di adulterare tradizioni rispettabili per salire sulle scene di una recitazioni in corso altrove? Cosa hanno a che fare le nostre culture che definiamo come conservazione e progresso con le costruzioni che emanano da mondi diversi incomparabilmente lontani dal nostro mainestream politico e culturale? 

Credo sia necessario chiarire che la esperienza italiana ha per anni vissuto la dimensione politica vincente  di un centrismo che incorporava valori che sortivano dalla mediazione fra culture diverse ma condivise del sentimento popolare.

La storia di un paese diverso

Un sentimento che tuttora sopravvive al punto che chi volesse ridurre il conflitto da noi a Maga e Woke,  farebbe un errore di grammatica. Racconterebbe un paese diverso e sconosciuto.

Una splendida definizione di Papa Leone ai ciellini ci richiama a combattere le identità come dismisura in un mondo che cerca la “comunione”. Cioè non la  cultura della Eccezione ma della Regola. Del colloquio e della mediazione.

Che renda possibile la definizione di quell’orizzonte che alla rissa fra diritti e bisogni preferisca un progetto integrato di giustizia e di liberazione (organico di  diritti sociali e civili). Scelga  insomma la Politica. 

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