Scuole, il caldo frena la campanella: cosa succede
Nel Salernitano, la protesta della professoressa Maria Cuono, che ha lanciato una petizione su Change per rinviare l'avvio delle lezioni
Una veduta esterna del Liceo Giulio Cesare di Roma
Sta per suonare la campanella in tutte le scuole italiane, ma nelle aule si soffoca, il caldo frena il via. Nel Salernitano, la protesta della professoressa Maria Cuono – che ha lanciato una petizione su Change per rinviare l’avvio delle lezioni – squarcia il velo sull’ennesimo rientro record sotto la morsa del caldo.
Il caldo frena la campanella
Con temperature che sfiorano i 40 gradi, sette milioni di alunni e quasi un milione di docenti si preparano a varcare la soglia di istituti bollati come “non idonei”. Ma a che è servito il Pnrr Scuola? Il Piano, che ha stanziato oltre 30 miliardi per la Missione 4, viene definito dai sindacati una “operazione-fallimento”.
Mentre si finanziano dotazioni tecnologiche 4.0, meno della metà delle risorse assegnate risulta effettivamente spesa, lasciando le strutture a pezzi: gelide d’inverno e invivibili d’estate.
I dati
I dati appaiono impietosi: solo il 7,42% degli edifici scolastici sarebbe dotato di climatizzazione. Un paradosso nazionale. Nel resto d’Italia, invece, la canicola resta un’emergenza irrisolta e i docenti devono improvvisare ventilatori di tasca propria per evitare malori.
Intanto l’Anief chiede di spostare l’inizio delle lezioni a ottobre. “La salute non può essere messa in secondo piano rispetto alla rigidità dei calendari”, avverte il sindacato.
Ma tra ritardi burocratici ed enti locali a secco, la transizione ecologica della scuola resta un miraggio sulla pelle di chi la vive. Una scelta che pone troppe domande irrisolte su quanto lo Stato valorizzi davvero il futuro delle giovani generazioni.
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