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Attualità

La mediocrità (degli altri) secondo il vanesio Sigfrido

di Lino Sasso -


Più passano i giorni e più la lista di quelli che Ranucci considera ormai alla stregua di nemici si allunga. Per certi versi se l’è presa anche con sé stesso visto che continua a denunciare quel metodo del quale è sempre stato interprete. Dalla diffusione e pubblicazione illegale delle intercettazioni, alla divulgazione di atti giudiziari coperti da segreto, passando per l’odiosa prassi dei processi mediatici basati sulla morale e non sulle leggi. Adesso, dopo essersi scagliato contro i giornali, il centrodestra e i vertici Rai, il conduttore di Report (allo stato ex) ha messo nel mirino i vecchi colleghi del programma. Su tutti i designati suoi sostituti, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.

L’idea di Report come una proprietà privata

L’accusa indirizzata a quelli che sono stati a lungo suoi fedeli collaboratori è delle peggiori che si possano rivolgere a un qualsiasi professionistà: quella della mediocrità. Ovvero, dell’inadeguatezza a ricoprire il ruolo per il quale sono stati indicati. Quanto la manifestazione di questa scarsa considerazione sia dettata dallo smisurato ego di Ranucci, in base al quale nessuno può essere alla sua altezza, piuttosto che da un sentimento di lesa maestà è difficile da dirsi. Di certo c’è che la disponibilità dei due a sostituirlo è stata vissuta come un tradimento. Vero o meno che sia, da qui a bollare la scelta della Rai come mediocre ce ne passa. E non solo perché la considerazione è sgradevole. Piuttosto perché la reazione conferma come per Ranucci Report sia una sua proprietà privata sulla quale nessuno deve mettere le mani.

Nemici mediocri e amici bombaroli

E chi lo fa diventa un nemico, oltretutto mediocre. Mica del calibro di chi gli piazza le bombe sotto casa, che poi si scopre essere un suo fraterno amico. E per sostenere la tesi della mediocrità di chi è candidato a sotituirlo alla guida di Report, Ranucci evidenzia come i due giornlisti Rai abbiano vinto “un concorso pensato per coprire i buchi di organico nelle redazioni dei Tg regionali”. In attesa di scoprire se il servizio pubblico indice anche appositi concorsi per la conduzione di specifiche trasmissioni e di capire se quelli per guidare Report sono addirittura a parte, abbiamo spulciato il curriculum di Ranuccci. Ci ha sorpreso scoprire che neanche lui ha vinto un concorso indetto esclusivamente per condurre Report. Chi l’avrebbe mai detto!

Quello per vale per Ranucci non vale per gli altri

E’ entrato in Rai collaborando con il Tg3 per poi stabilizzarsi nell’azienda come assistente ai programmi. Solo dopo ha approcciato all’attività giornalistica vera e propria, prima a Rai International e poi a Rai News. Il suo approdo a Report avviene solo anni dopo, quando la trasmissione ideata da Milena Gabanelli andava in onda già da quasi 10 anni. E solo dopo altri dieci ne è diventato conduttore, ruolo che non risulta si sia aggiudicato con uno specifico concorso. Ma ormai è sempre più chiaro: anche su questo come su tutto il resto, quello che vale per il vanesio Sigfrido non vale per tutti gli altri.


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