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Politica

Milano 2027, Calabresi anticipa il campo largo e si fa avanti

La sua figura spacca il fronte dei progressisti. Nel Pd c'è chi frena per difendere la via delle primarie di coalizione

di Angelo Vitale -

Mario Calabresi


Mentre i partiti tradizionali si muovono ancora a rilento tra tatticismi e incertezze, arriva una mossa a sorpresa destinata a sparigliare le carte sul tavolo della politica milanese: Mario Calabresi lascia tutti i suoi incarichi manageriali ed editoriali, compiendo un passo decisivo verso la candidatura a sindaco di Milano.

Calabresi candidato sindaco

L’ex direttore de La Stampa e di Repubblica ha comunicato la decisione di dimettersi da direttore editoriale di Chora Media — la società di podcasting che ha contribuito a fondare — nonché da presidente e amministratore delegato del gruppo Be Content, di cui fanno parte la stessa Chora e Will Media.

Un disimpegno totale dagli impegni professionali che anticipa la discesa in campo, rendendo operativa un’ipotesi nell’aria da tempo.

Le parole alla Festa dell’Unità

Già durante l’estate, il giornalista non aveva nascosto di essere in fase di riflessione. Lo scorso 22 luglio, dal palco della Festa de l’Unità di Vizzolo Predabissi, aveva risposto apertamente ai rumor: «Candidarmi? Alla tanta gente che me lo chiede per strada, io rispondo che sì, ci penso. Ci sto pensando e mi piacerebbe fare la mia parte per Milano».

L’uscita allo scoperto

La mossa di Calabresi sta però provocando scosse telluriche nel cosiddetto “campo largo”. Da un lato trova subito sponde e spintoni in avanti nell’area riformista e centrista. A partire dall’appoggio convinto di Carlo Calenda e dal gradimento trasversale persino di ex sindaci come Gabriele Albertini.

Dall’altro la sua figura spacca il fronte dei progressisti. Nel Partito Democratico c’è chi frena per difendere la via delle primarie di coalizione — per le quali spingono esponenti del territorio come Pierfrancesco Majorino o la vicesindaca Anna Scavuzzo.

Le ali più a sinistra storcono il naso di fronte a un profilo civico ritenuto troppo moderato. Svincolandosi dalle sue responsabilità manageriali, Calabresi prova così a scavalcare i veti incrociati e i lunghi tempi della politica, imponendosi come un candidato autorevole capace di forzare la mano agli alleati e guidare il centrosinistra verso la successione a Beppe Sala.

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