Lindsay Clancy, attesa per il verdetto: la giuria torna a riunirsi sul caso dei tre figli uccisi
Lindsay Clancy. Credits: @foxtruecrime / Instagram
Il processo a Lindsay Clancy, la donna del Massachusetts accusata di aver ucciso i suoi tre figli nel gennaio del 2023, è arrivato alle battute finali. Il caso, diventato uno dei più seguiti negli Stati Uniti, ruota soprattutto attorno alle condizioni psichiche della donna al momento dei delitti.
La giuria deve stabilire se Clancy fosse penalmente responsabile delle proprie azioni oppure se una grave patologia mentale le avesse impedito di comprenderne pienamente la natura.
Lindsay Clancy, cosa è successo ai tre bambini
La tragedia è avvenuta il 24 gennaio 2023 nella casa della famiglia a Duxbury, in Massachusetts. Clancy ha strangolato i figli Cora, di 5 anni, Dawson, di 3, e Callan, di 8 mesi, utilizzando delle fasce elastiche da allenamento.
Al ritorno nell’abitazione, il marito Patrick ha trovato i bambini nel seminterrato. Cora e Dawson erano già morti, mentre Callan è deceduto in ospedale alcuni giorni più tardi.
Clancy ha poi tentato di togliersi la vita. La caduta da una finestra del secondo piano le ha provocato gravissime lesioni e oggi la donna è paralizzata e utilizza una sedia a rotelle.
La difesa punta sulla psicosi post-partum
Gli avvocati non contestano che sia stata Clancy a uccidere i bambini. Il punto centrale riguarda invece la sua capacità di intendere le proprie azioni.
Secondo la difesa, la donna soffriva di psicosi post-partum, una rara e grave condizione psichiatrica che può provocare deliri, confusione e allucinazioni.
Durante il processo sono state ricostruite le difficoltà psicologiche affrontate da Clancy nei mesi precedenti. La donna aveva ricevuto assistenza psichiatrica e assunto diversi farmaci. I suoi legali sostengono inoltre che avrebbe sentito una voce maschile che le ordinava di uccidere i figli e successivamente sé stessa.
L’accusa: “Sapeva quello che stava facendo”
La procura ha presentato una ricostruzione completamente diversa. Secondo l’accusa, Clancy era consapevole delle proprie azioni e avrebbe organizzato la serata in modo da rimanere sola con i bambini, mandando il marito fuori casa per alcune commissioni.
Gli esperti chiamati dall’accusa hanno inoltre contestato la tesi secondo cui la donna fosse psicotica al momento dei delitti. Per i pubblici ministeri, i suoi comportamenti dimostrerebbero invece capacità di pianificazione e consapevolezza.
Processo Lindsay Clancy, gli ultimi aggiornamenti
Dopo oltre un mese di processo e le testimonianze di decine di persone, la parola è passata alla giuria. Oggi, lunedì 31 agosto, i dodici giurati hanno ripreso le deliberazioni per il terzo giorno, dopo che venerdì avevano lasciato il tribunale senza raggiungere un verdetto.
La giuria può valutare diversi esiti, compresi omicidio di primo grado, omicidio di secondo grado, omicidio involontario oppure l’assenza di responsabilità penale per infermità mentale.
In caso di condanna per omicidio di primo grado, Clancy rischia l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Se invece fosse dichiarata non penalmente responsabile a causa delle sue condizioni mentali, potrebbe essere ricoverata a tempo indeterminato in una struttura psichiatrica statale.
Il verdetto è quindi ancora atteso. Una decisione destinata non soltanto a stabilire il futuro giudiziario di Lindsay Clancy, ma anche ad alimentare il dibattito negli Stati Uniti sulla salute mentale materna e sulla psicosi post-partum.
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