Ammazza un 13enne a Milano: “Non poteva sapere l’età” e prende solo 9 anni
La ricostruzione completa dell’omicidio che ha sconvolto Porta Venezia e acceso un caso giudiziario destinato a far discutere Milano.
A Milano, la sera dell’aggressione, il 13enne Hazem Ahmed arriva in zona Porta Venezia, tra viale Vittorio Veneto e i giardini, insieme a un amico di 22 anni e al suo Rottweiler. L’obiettivo è chiarire con il pusher Randi Martinez Despaigne, 28 anni, sulla qualità dell’hashish acquistato in precedenza. La discussione degenera in pochi minuti. Il confronto verbale si trasforma in scontro fisico, fino all’uso del coltello.
L’accoltellamento e la corsa in ospedale
Durante la lite, Despaigne estrae un coltello e colpisce il ragazzo con più fendenti, ferendo anche il cane. Hazem viene poi trasportato e abbandonato davanti all’ospedale Fatebenefratelli di Milano. Il 13enne presenta una grave ferita al costato, con polmone perforato. Nonostante i tentativi dei medici, muore dopo circa due settimane di ricovero. La vicenda scuote Milano e riaccende il dibattito sulla violenza legata allo spaccio di droga.
La decisione della giudice: “errore scusabile”
Nel processo con rito abbreviato, la giudice Francesca Ballesi condanna il pusher a 9 anni e 4 mesi per omicidio. Viene riconosciuto il ruolo centrale dell’imputato nella morte del ragazzo, ma non scatta l’aggravante della minore età. Secondo le motivazioni, Despaigne non poteva sapere che la vittima fosse un minorenne. Hazem aveva una corporatura da adulto, circa 1,80 metri per 86 chili, una fisicità che la giudice definisce “più facilmente riscontrabile in un maggiorenne”. Per la magistrata si tratta di un errore scusabile, perché manca la concreta prevedibilità dell’età reale del ragazzo.
Pena ridotta, attenuanti e risarcimento
La condanna a 9 anni e 4 mesi è frutto del rito abbreviato, che comporta una riduzione di un terzo della pena. Vengono riconosciute le attenuanti generiche, mentre non passa l’attenuante della provocazione. È prevista una provvisionale di circa 40mila euro ai genitori di Hazem, come primo risarcimento per la perdita del figlio.
Le reazioni della famiglia e il dibattito sulla giustizia
La famiglia del 13enne ucciso a Milano contesta duramente la mancata aggravante per la minore età e considera la pena troppo bassa rispetto alla gravità del fatto. Il caso riapre il confronto su spaccio di droga, minorenni coinvolti e criteri con cui la giustizia valuta aggravanti e attenuanti in episodi di violenza mortale.
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