Rate per tutto, dalla spesa al funerale: otto italiani su dieci dilazionano gli acquisti
La ricerca Younited-Bamboo research su tremila consumatori in Italia, Francia e Spagna
Pagare subito non è più “scontato”. Per una quota sempre più crescente di famiglie italiane, dividere una spesa in più tranche è diventato un gesto ordinario e necessario, quasi automatico, che accompagna anche uscite fino a ieri considerate estranee alla logica del credito. A restituire questa immagine è un’indagine paneuropea commissionata da Younited, operatore del credito istantaneo, e condotta da Bamboo Research su tremila consumatori maggiorenni distribuiti equamente tra Italia, Francia e Spagna.
I risultati, diffusi il 2 settembre, mostrano un Paese che ha imparato a convivere con una o più rate.
Un’abitudine sempre più radicata
I dati del fenomeno – soprattutto negli ultimi anni – è in costante aumento e diffusione: il 78% degli italiani che negli ultimi sei mesi hanno affrontato un acquisto tra i 200 e i 50mila euro lo ha saldato in più soluzioni. Il dato è quasi sovrapponibile a quello francese (79%) e appena inferiore a quello spagnolo (83%), segno che non si tratta di un’anomalia nazionale ma di una tendenza continentale. Le motivazioni raccontano però qualcosa di specifico sul bilancio delle famiglie. Il 36% degli intervistati indica come ragione principale il bisogno di spalmare le uscite nel tempo, mentre il 27% ammette che versare l’intero importo in un colpo solo renderebbe complesso chiudere dignitasamente il mese.
La rateizzazione, insomma, non serve soltanto a rendere raggiungibile un bene costoso: è diventata un modo di pianificazione domestica. Dalla ricerca merge anche la durata dei piani: solo il 34% delle dilazioni si esaurisce entro quattro scadenze, il che significa che nella maggioranza dei casi l’impegno si prolunga ben oltre il breve periodo.
Tutti gli acquisti, oltre lo smartphone
La novità più significativa riguarda i settori. Se telefoni ed elettrodomestici restano il terreno classico del pagamento differito, gli italiani si dicono pronti ad applicarlo a voci molto diverse. Il 59% sarebbe disposto a ricorrervi per la manutenzione dell’automobile, il 45% per le cure veterinarie degli animali domestici e un’identica percentuale per corsi e formazione professionale. Il 41% lo valuterebbe per le spese funerarie, un ambito in cui la necessità arriva senza preavviso e raramente lascia margini di scelta. Seguono i prodotti di seconda mano (38%) e gli acquisti di lusso e orologeria (37%). Stefano Piscitelli, amministratore delegato di Younited Italia, ha letto questi numeri come il segnale di una trasformazione di fondo nel rapporto tra consumatori e credito, non più confinato ai grandi acquisti ma esteso alle spese impreviste o necessarie.
Anche in negozio
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la rata non è un’esclusiva del commercio online. In Italia il 41% dei pagamenti dilazionati avviene nei punti vendita fisici, soprattutto nell’arredamento, negli elettrodomestici e nel lusso. Per i commercianti si tratta di una leva concreta: il 65% degli intervistati afferma che la possibilità di pagare in più volte li spingerebbe a ripetere l’acquisto nello stesso esercizio, reale o virtuale.
Le regole in arrivo
Sullo sfondo si muove il legislatore europeo, che con la nuova direttiva sul credito al consumo punta a rafforzare le tutele anche per le formule di pagamento differito. I consumatori appaiono divisi ma tendenzialmente favorevoli: il 40% ritiene necessario il nuovo quadro normativo, circa il 30% pensa che aumenterà la fiducia in questi strumenti, mentre il 19% teme procedure più complesse e il 18% un accesso più difficile. Resta una domanda aperta, che la ricerca non affronta ma che le cifre suggeriscono: quanto di questa flessibilità è scelta consapevole e quanto, invece, necessità dettata da stipendi che faticano a tenere il passo dei prezzi.
Il peso dei rincari
Il quadro si inserisce in una stagione in cui i rincari continuano a comprimere i margini delle famiglie. Secondo le stime di Confcommercio, nel 2026 le cosiddette spese obbligate, dalle bollette all’affitto fino ai carburanti, assorbono il 41,7% dei consumi complessivi, lasciando spazi sempre più stretti per tutto il resto. In questo contesto la rata funziona da ammortizzatore: attenua l’urto di una spesa improvvisa, ma trasferisce l’impegno sui mesi successivi, dove si somma ad altri vincoli già in corso. Un equilibrio delicato, che deve necessariamente dividersi tra consapevolezza per chi compra e trasparenza per chi vende.
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