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Cultura & Spettacolo

Quando il Leone d’oro arriva a 65 anni, il vero lusso è sapere come vivere il tempo

di Tommaso Martinelli -


George Clooney è arrivato a Venezia 83 con l’ironia di sempre ma anche con uno sguardo molto lucido sul tempo che passa, sulla famiglia, sulla politica americana e sul futuro del cinema. Durante la conferenza stampa organizzata in occasione del Leone d’oro alla carriera, l’attore ha parlato di tutto, senza sottrarsi ai temi più delicati.
Sembra che ricevere questo Leone d’Oro a Venezia le faccia uno strano effetto.
Davvero molto. Ho 65 anni e questa età tutto assume un velo di malinconia, anche quando mi lavo i denti e mi guardo allo specchio. Però sono anche molto fortunato: ho una moglie che amo, due figli meravigliosi e posso ancora fare il lavoro che amo. Per me la vita è bella.

I suoi figli hanno cambiato il rapporto con il lavoro?

Assolutamente. Ho due bambini di nove anni e ho smesso di fare il regista per passare più tempo con loro. Un film da attore mi impegna per circa tre mesi, uno da regista può occupare un anno intero. Quando ero nel pieno della carriera facevo anche tre film all’anno, oggi ho altre priorità. Prendersi cura degli altri e della propria vita fa parte del percorso.
Che cosa cerca oggi in un film?
Il copione resta fondamentale, così come il regista. Ma oggi contano molto anche il luogo e il periodo delle riprese. Ho una vita personale e devo conciliare tutto. Con il tempo bisogna anche saper accettare che alcuni ruoli non sono più adatti a te.

Che posto occupa Venezia nel suo cuore?

La mia storia d’amore con Venezia dura da quasi trent’anni. Il ricordo più bello è il mio matrimonio, anche perché mia moglie mi ucciderebbe se dicessi altro (ride, ndr)! È una città romantica, piena di speranza. Puoi prendere una barca, perderti tra i canali e scoprire un ristorante con quattro tavoli. È questa la sua magia.

Che cosa ama ancora così tanto del cinema?

Raccontare storie. Ne abbiamo bisogno. Dobbiamo riuscire a guardare il mondo attraverso gli occhi degli altri, altrimenti finiamo per chiuderci nei nostri piccoli mondi e demonizzarci. Il cinema può mostrarci vite che magari non conosceremo mai direttamente e farci capire che non sono poi così diverse dalle nostre.

Tornerà a lavorare con Brad Pitt e Matt Damon?

Con Brad e Matt farei qualsiasi cosa. A dire il vero quei due non mi piacciono affatto! Scherzi a parte, appena riusciremo a far coincidere i nostri impegni torneremo a lavorare insieme.

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