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L’impresa di Kimi Antonelli a Monza fa impazzire l’Italia

A soli vent’anni Kimi Antonelli a Monza è ufficialmente diventato qualcosa di più di una promessa. Il ragazzino indicato da anni come il futuro della Formula 1 ha scelto il luogo più simbolico possibile per trasformare definitivamente le aspettative in realtà. E' diventato farfalla nel tempio della velocità, davanti al pubblico italiano, al termine di una rimonta destinata a entrare nella storia

di Lino Sasso -


A soli vent’anni Kimi Antonelli a Monza è ufficialmente diventato qualcosa di più di una promessa. Il ragazzino indicato da anni come il futuro della Formula 1 ha scelto il luogo più simbolico possibile per trasformare definitivamente le aspettative in realtà. E’ diventato farfalla nel tempio della velocità, davanti al pubblico italiano, al termine di una rimonta destinata a entrare nella storia. Ma, soprattutto, lo ha fatto in casa, sul circuito dove si corre il Gran Premio d’Italia. Il successo a Monza racconta infatti molto più di una vittoria. Antonelli ha conquistato il gran premio dopo essere partito dalle retrovie. Con ben 26 sorpassi ha risalito una griglia di partenza che sembrava condannarlo a una domenica di rincorsa. E la rincorsa effettivamente c’è stata, inarrestabile. Ed è proseguita fino a tre giri dal termine della gara.

Antonelli vince a Monza e riscrive la storia

Il dato che fotografa meglio l’impresa è quello anagrafico. A vent’anni appena compiuti, Antonelli è diventato il più giovane vincitore di sempre a Monza. Ma c’è un altro record che rende la giornata ancora più speciale: nessuno aveva mai vinto il Gran Premio d’Italia partendo da così indietro. Il precedente maggiornamente assimilabile è quello relativo a Peter Gethin, primo nel 1971 dopo essere scattato dall’undicesima posizione. La domenica di Kimi, però, non è stata costruita soltanto sui numeri. È stata una dimostrazione di velocità, aggressività e soprattutto maturità. Antonelli ha divorato posizioni fin dalle prime tornate. Al decimo giro era già quinto, al tredicesimo terzo e al diciottesimo addirittura al comando. Una rimonta furiosa, favorita anche dalle circostanze della gara ma trasformata in vittoria attraverso sorpassi e un ritmo impossibile da sostenere per gli avversari.

La sfida con Russell

Il duello più significativo è stato inevitabilmente quello con il compagno di squadra George Russell. Non soltanto perché entrambi guidano una Mercedes, ma perché la loro sfida sta assumendo sempre piùle sembianze di un confronto diretto per il Mondiale. Antonelli partiva 18 posizioni dietro al compagno di squadra. Eppure è riuscito a raggiungerlo e superarlo, ribaltando completamente una gara che sulla carta sembrava favorevole all’inglese. Quando dopo il pit stop, secondo i calcoli del box Mercedes, il talento azzurro avrebbe impiegato tredici giri per completare l’aggancio sul compagna di squadra, Antonelli ha macinato chilometri recuperando secondi su secondi e infilando un sorpassodietro l’altro. Dopo solo nove giri aveva ripreso Russell. Dopo un po’ di bagarre con tanto di una fugace uscita di pista, Kimi ha portato a termine l’attacco decisivo effettuando il sorpasso che ha fatto esplodere Monza.

Anche il popolo Ferrari applaude Antonelli

Ed è forse questa l’immagine più potente della giornata. Antonelli guida una Mercedes, la rivale storica della Ferrari. Eppure, la sua rimonta è stata applaudita dal pubblico in ‘rosso’ e la sua vittoria esaltata dalla marea di tifosi della ferrari che al termne della gara ha invaso il circuito. Una dimostrazione di come il trionfo di un pilota italiano a Monza sia ben più forte della rivalità tra le due scuderie. Non accadeva da sessant’anni che l’Inno di Mameli risuonasse per primo. L’ultima volta è accaduto con Ludovico Scarfiotti nel 1966. Un’attesa lunghissima cancellata da un ragazzo giovanissimo che da ieri non è più solamente il futuro della Formula 1, ma anche il presente. Antonelli, infatti, è arrivato in Formula 1 come uno dei talenti più attesi della sua generazione. Un pilota sul quale investire in prospettiva. Si è dimostrato un fenomeno e la vittoria a Monza è la sua consacrazione.


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