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Testa di coccodrillo nella valigia: denunciato

La normativa sulla tutela delle specie protette prevede sanzioni severissime: l'illecita importazione di questi esemplari è punita

di Giorgio Brescia -


Cranio di coccodrillo in valigia da Miami: bloccato passeggero a Torino Caselle. Un macabro trofeo di viaggio nascosto nel bagaglio da stiva e avvolto in della semplice carta da pacchi. È quanto hanno scoperto i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino, in stretta sinergia con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso dei controlli di routine sui passeggeri in transito presso l’aeroporto di Torino-Caselle.

Torino Caselle: la macabra scoperta

Nel mirino delle autorità è finito un cittadino italiano atterrato nello scalo piemontese con un volo proveniente da Miami e con uno scalo intermedio a Istanbul (Turchia).

All’apertura della valigia, i finanzieri si sono trovati di fronte a una testa essiccata di coccodrillo appartenente alla specie Crocodylia spp., una categoria fortemente minacciata d’estinzione e per questo rigorosamente tutelata dalla Convenzione di Washington, l’accordo internazionale nato per proteggere la fauna e la flora selvatiche dal commercio illegale.

Il trucco per superare i controlli

L’escamotage del confezionamento rudimentale, ideato per bypassare i controlli doganali nel punto di partenza americano, non è bastato a eludere lo scanner e l’ispezione visiva degli operanti a Caselle. Il reperto faunistico è stato immediatamente posto sotto sequestro per bloccarne l’introduzione sul territorio nazionale.

Per il viaggiatore, sprovvisto di qualsiasi certificazione, licenza d’importazione o autorizzazione Cities rilasciata dalle autorità competenti, è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica.

La normativa sulla tutela delle specie protette prevede sanzioni severissime: l’illecita importazione di questi esemplari è punita dal nostro ordinamento con una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 20mila euro a un massimo di 200mila euro, oppure con la reclusione da sei mesi a un anno.

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