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Cosa è il Danish Compromise che la Bce ha accordato a Unicredit

Ufficiale la deroga a piazza Gae Aulenti: a cosa serve e perché torna utilissimo a Orcel

di Paolo Diacono -


La Bce ha dato l’ok per l’applicazione del Danish Compromise a Unicredit. È una notizia importante per il secondo gruppo bancario italiano. Dal momento che, come si legge in una nota, “a partire dalla rendicontazione relativa al terzo trimestre 2026 le partecipazioni assicurative potranno essere trattate mediante ponderazione per il rischio anziché essere dedotte dal capitale regolamentare”. Una questione di numeri, di burocrazia, sì. Ma fino a un certo punto però.

Bce ok al Danish Compromise

La nota riferisce che “l’autorizzazione rafforza la posizione patrimoniale di UniCredit, generando un beneficio stimato di circa 52 punti base sul coefficiente Cet1, sulla base della situazione al secondo trimestre del 2026”. E inoltre secondo quanto emerge dal documento sul Danish Compromise, viene confermato “inoltre l’impegno del gruppo a ottenere l’approvazione entro la fine di settembre e contribuisce a rafforzare ulteriormente il rigoroso approccio nell’allocazione del capitale”.

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Cosa è il Danish Compromise

Il Danish Compromise è una regola “prudenziale” introdotta già nel 2012 dalla Bce. Punta a regolare i rapporti tra banche e assicurazioni. Detta un po’ meglio: invece che considerare le proprie partecipazioni in compagnie assicurative tramite la deduzione del capitale regolamentare, si applica la ponderazione del rischio. È una deroga, in pratica, che consente di tenere indenne il capitale e di rafforzarsi con un piccolo cambio di prospettiva. Che a Unicredit, impegnata com’è nell’assalto a Commerzbank, torna utilissima poiché rafforza, senza toccarlo, il suo potenziale di capitale.


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