Furto in casa Donnarumma, processo ad alta tensione
Udienza esplosiva sul furto del portiere della Nazionale Italiana, insulti e minacce in aula
@ANSAfoto
Giornata ad altissima tensione nel processo per il furto in casa Donnarumma avvenuto a Parigi nel luglio 2023. In aula, l’imputato Ilyas Kherbouch, conosciuto come Ganito, ha dato vita a una scena violenta e caotica. È accusato di essere uno dei mandanti dell’home‑jacking ai danni del portiere della Nazionale Italiana. La situazione è degenerata quando gli agenti hanno chiesto al fratello dell’imputato di interrompere i contatti con lui. Da quel momento, Kherbouch ha iniziato a urlare, insultare e minacciare i poliziotti presenti in aula. Per riportare l’ordine sono dovuti intervenire undici agenti, chiamati a contenere la sua reazione.
Le accuse contro Ganito
Secondo l’accusa, Ganito avrebbe organizzato il colpo dalla cella, insieme a un altro presunto mandante, Khyan M., detto Kiki. Entrambi sono indicati come figure centrali della banda che avrebbe pianificato l’irruzione nella casa parigina di Gianluigi Donnarumma. Il furto in casa Donnarumma risale alla notte tra il 20 e il 21 luglio 2023. Il portiere e la compagna furono sorpresi nella loro abitazione, legati, minacciati con un coltello e costretti a collaborare. Donnarumma venne colpito al volto e obbligato a fornire il codice della cassaforte. La compagna fu trascinata e minacciata dai rapinatori. I ladri riuscirono a fuggire con un bottino vicino al milione di euro, tra orologi di lusso, borse firmate e contanti.
Tensione in aula e percorso giudiziario
Durante l’udienza, la difesa ha chiesto di procedere a porte chiuse, sostenendo la necessità di tutelare gli imputati. Il presidente del tribunale ha però respinto la richiesta, mantenendo il dibattimento pubblico. Kherbouch ha rifiutato di partecipare attivamente all’udienza, alimentando il clima di scontro con gli agenti. Le sue minacce e i suoi insulti hanno segnato la giornata, confermando la forte tensione attorno al caso. Nel procedimento attuale sono coinvolti gli imputati maggiorenni, mentre due minorenni legati al furto in casa Donnarumma sono già stati condannati a luglio.
Donnarumma assente in aula
In aula non erano presenti né Gianluigi Donnarumma né la compagna. L’ex portiere del PSG segue il procedimento da lontano, dopo quella notte di paura nella sua abitazione parigina. Il processo sul furto in casa Donnarumma è solo all’inizio e si annuncia lungo e complesso. Le prossime udienze dovranno chiarire ruoli, responsabilità e dinamica esatta del furto che ha sconvolto il campione italiano.
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