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Emergenza idrica Honduras: Tegucicalpa a secco

L'allarme per la contrazione delle riserve idriche della città: i due invasi principali che garantiscono l'approvvigionamento del Distretto Centrale

di Dave Hill Cirio -


Emergenza idrica a Tegucigalpa: in Honduras i bacini scendono sotto il 26% e la capitale aziona i pozzi di riserva. La capitale è entrata ufficialmente in una fase di rischio idrico critico. L’Unità Municipale per l’Acqua Potabile e i Servizi Igienico-Sanitari ha lanciato l’allarme per la contrazione delle riserve idriche della città: i due invasi principali che garantiscono l’approvvigionamento del Distretto Centrale, La Concepción e Los Laureles, sono ormai scesi complessivamente al di sotto del 26% della loro capacità totale.

I dati dei bacini e la morsa di El Niño

Secondo i rilievi tecnici diffusi dall’ente gestore municipalizzato, il bacino de La Concepción si attesta al 24,84%, mentre quello de Los Laureles registra il 25,77% del volume utile. Un prosciugamento progressivo accelerato dagli strascichi del fenomeno meteorologico El Niño, che ha ridotto le precipitazioni stagionali provocando uno shock idrico che rischia di estendersi anche alla produzione agricola e alla sicurezza alimentare di diversi comuni circostanti.

Le autorità cittadine hanno già ricalibrato il piano di distribuzione per gli abitanti, portando i razionamenti in alcune aree fino a turni di erogazione ogni 12 giorni per contenere la pressione sulle condotte.

Il Piano d’urgenza: sblocco dei pozzi comunali e sanzioni contro gli sprechi

Per fronteggiare l’emergenza ed evitare una crisi igienico-sanitaria, il sindaco del Distretto Centrale, Juan Diego Zelaya, ha disposto un piano di intervento d’urgenza basato sull’attivazione progressiva di 41 pozzi municipali di riserva.

Fase 1 (Settembre–Ottobre)

Operativa, la messa in funzione di un primo blocco da 15 pozzi idrici comunali per immettere acqua diretta nella rete della capitale.

Fase 2

Scatteranno l’integrazione dei pozzi privati e il ricorso a sanzioni amministrative nei confronti di aziende e cittadini responsabili di sprechi o utilizzi impropri dell’acqua potabile.

I flussi di erogazione e le eventuali ulteriori strette sul razionamento resteranno condizionati dall’evoluzione dei quadri pluviometrici nei prossimi mesi.

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