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Esteri

Sanzioni alla Russia: il primo pacchetto della Camera Usa

La leadership repubblicana guidata da Mike Johnson rivendica il risultato come lo strumento decisivo per togliere risorse alla macchina bellica di Vladimir Putin

di Angelo Vitale -


Usa, via libera della Camera al piano sanzioni anti-Mosca: stretta sulla “flotta fantasma” e dazi-scudo per la Casa Bianca. Con 262 voti favorevoli e 159 contrari, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato in via definitiva la legge sulle nuove sanzioni contro la Russia, inviando il provvedimento al presidente Donald Trump per la firma.

Sanzioni Usa alla Russia

Intitolato alla memoria del senatore Lindsey Graham — tra i principali promotori del testo prima della sua scomparsa —, il pacchetto rappresenta il primo vero intervento legislativo di peso approvato dal Congresso contro il Cremlino dal ritorno del leader repubblicano alla Casa Bianca.

Stretta sul petrolio e dazi fino al 100% sui Paesi terzi

Il provvedimento colpisce l’ossatura economica che finanzia il conflitto in Ucraina, introducendo sanzioni dirette contro il settore energetico, i colossi bancari e la galassia della “flotta fantasma”: le centinaia di navi cisterna che Mosca utilizza per aggirare i tetti di prezzo e vendere greggio sui mercati globali.

Il cuore politico della norma risiede però nella delega concessa al presidente per applicare dazi ritorsivi fino al 100% sui beni provenienti da Paesi che continuano ad acquistare idrocarburi russi su larga scala — una misura calibrata in particolare su Cina e India.

Spaccatura dem e analisi dei media Usa

Nonostante il parere favorevole del presidente Volodymyr Zelensky e la spinta della linea pro-Kyiv, il testo ha spaccato il campo democratico alla Camera, con 58 voti a favore e la maggioranza del gruppo contraria insieme a sette repubblicani rigidi sull’isolazionismo commerciale.

Come rilevano Axios e i principali media statunitensi, il dibattito si è concentrato sull’ampia discrezionalità lasciata alla Casa Bianca. Il capogruppo democratico Hakeem Jeffries e il deputato Gregory Meeks hanno criticato la struttura del provvedimento. Hanno sostenutoo che concede a Trump una delega incondizionata per imporre nuove barriere tariffarie anche contro i partner dell’Unione Europea. Così, lasciando ampi margini di deroga per non applicare le sanzioni finanziarie dirette a Mosca.

Di contro, la leadership repubblicana guidata da Mike Johnson rivendica il risultato come lo strumento decisivo per togliere risorse alla macchina bellica di Vladimir Putin e costringere la Russia al tavolo dei negoziati.

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