L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Primo Piano

L’ultimo dribbling di Sandro Mazzola, il calcio piange la scomparsa del campione gentiluomo

Capitano della Grande Inter, volto e bandiera della Nazionale. Le lacrime di Javier Zanetti, l'omaggio di Juve e Milan. Disposto il minuto di silenzio

di Giovanni Vasso -


L’ultimo dribbling di Sandro Mazzola. Se ne è andato a 83 anni il capitano della Grande Inter. Simbolo, e non è retorica, di un calcio che davvero non c’è più. E di cui, adesso, si sente un po’ di più la nostalgia. La scomparsa del grandissimo campione, una vita intera dedicata ai colori nerazzurri, è la notizia con la quale si sono risvegliati milioni di italiani. Non ci voleva. Non lo piangono solo gli interisti, lo salutano con rispetto tutti gli innamorati del pallone. Riconoscendo in lui una delle (vere) bandiere che nemmeno la morte riuscirà ad ammainare.

Addio a Sandro Mazzola

Campione e figlio d’arte. Suo papà fu Valentino Mazzola, anima e capitano coraggio del Grande Torino. Un’epopea invincibile e sfortunata, quella dei granata, che finì a Superga in quell’incidente aereo che segnò per sempre il calcio italiano. Lui, Sandro, nacque torinese e visse tutta la vita a Milano. Sponda nerazzurra. Con addosso la maglia della Beneamata, Mazzola ha giocato dal 1961 al 1977 570 partite, in un’epoca in cui il campionato di Serie A era a sedici squadre. Ha segnato 162 reti, in un’era in cui le difese martellavano e il catenaccio era la regola. Vincendo 4 campionati nazionali, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali. Capitano per 7 stagioni, Sandro Mazzola fu il volto dell’epoca d’oro della Grande Inter.

LEGGI TUTTE LE NEWS DI SPORT

L’epopea in Nazionale

Sandro Mazzola, però, fu pure bandiera della Nazionale. Dici Mazzola e pensi a Messico ’70. La staffetta. Lui, interista e Gianni Rivera, milanista. Due modi differenti di rappresentare Milano. Due modi diversi di interpretare il ruolo di trequartista e regista. Due talenti egualmente invincibili. Con l’Italia, Mazzola vinse un Europeo nel 1968. Quel mondiale sfumò solo di fronte a Pelé, Garrincha, all’altitudine e alla fatica di giocare contro il Brasile più forte di sempre dopo aver vinto all’Azteca la partita del secolo contro la Germania.

Il lutto dell’Inter

L’Inter si è listata a lutto per salutare la scomparsa di Sandro Mazzola. “FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari”. E ancora si legge in una nota apparsa sul sito: “La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia, l’ha scritta per davvero, in maniera indelebile e senza precedenti? – si chiede il club nerazzurro – E poi si fa fatica, attanagliati da una malinconia che è già presente e che non ci lascerà, perché ci sembra di vederlo ancora qui, tra la sede ed Appiano, a ricordare di Puskas, di Herrera, di Suarez e Corso, un aneddoto dietro l’altro subito da mischiare con l’attualità, la voglia di Inter accesa negli occhi, di parlare di Lautaro e della nostra Inter, quella di adesso, quella di sempre”.

Il ricordo degli altri

Tutti hanno voluto ricordare Sandro Mazzola. Anche gli arcirivali della Juventus non hanno fatto mancare il loro cordoglio: “La Juventus ricorda con grande rispetto Sandro Mazzola, campione e gentleman del calcio italiano, protagonista di un’epoca, simbolo di classe, stile e passione per questo sport. Il nostro profondo cordoglio per la sua scomparsa”. Tra i primi club a esprimere vicinanza e lutto c’è stato il Monza: che “partecipa al dolore della famiglia per la scomparsa di Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter con cui vinse tutto in Italia e nel Mondo e Campione d’Europa nel 1968 con la Nazionale, di cui resta uno dei giocatori più forti di tutti i tempi.Una leggenda del nostro calcio”.

Il ricordo degli cugini milanisti

Il Milan ha salutato la scomparsa di Sandro Mazzola nel ricordo delle mille battaglie combattute. Dentro il rettangolo verde e fuori. “Il Milan esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, rivale storico e leale, leggenda dell’Inter e della Nazionale, protagonista della storia del calcio italiano. Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un’epoca indimenticabile del nostro calcio. AC Milan si stringe alla famiglia Mazzola e a quella nerazzurra in questo momento di dolore. Ciao, Sandro”.

Un minuto di silenzio, il ricordo di Malagò

La scomparsa di Sandro Mazzola sarà ricordata sui campi di calcio quest’oggi con un minuto di silenzio. Per un attimo la Figc accantona polemiche e giochi politici per riflettere e salutare un uomo di calcio (vero) che ha dato tutto per lo sport. “La scomparsa di Sandro Mazzola – dichiara il presidente federale, Giovanni Malagò – è un dolore profondo per me e per tutto il calcio italiano. Se ne va una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo. Sandro è stato una bandiera, un capitano, un campione capace di attraversare un’epoca e di diventare memoria collettiva. Il figlio di Valentino che ha saputo trasformare un cognome immenso in una storia altrettanto grande, costruita con talento, personalità, coraggio e una straordinaria umanità. Mi piace pensare che abbia finalmente ritrovato suo padre e quei campioni con cui ha condiviso una delle pagine più belle del calcio italiano”.

Il dolore di Javier Zanetti

“Ti devo tanto, Sandro. Sei stato tra le figure più importanti per me, quando da ragazzino in Argentina sognavo l’Inter: sei stato tra chi mi ha portato a Milano, un regalo di cui non smetterò mai di esserti grato”, ha scritto sui social Javier Zanetti, vicepresidente nerazzurro e bandiera anche lui dell’Inter. Le lacrime dell’argentino sono quelle di un popolo. Gli interisti, e non solo loro, si fermano. Sarà un fine settimana di lacrime e dolore. Di ricordo e di nostalgia. Un calcio che non c’è più, di cui abbiamo perso un altro pezzettino.


Torna alle notizie in home