La Commissione Ue si smarca sugli extraprofitti dell’energia
La Germania fa pressioni, Dombrovskis prende tempo: "Per ora non avanziamo proposte"
L’Ue contro gli extraprofitti nonostante cresca, in Europa, la pressione sulla Commissione. Il vicepresidente Valdis Dombrovskis prende tempo mentre l’idea di un’eurotassa sui guadagni delle compagnie energetiche inizia a farsi strada tra i governi dei Paesi membri. “Al momento non stiamo avanzando proposte a livello Ue, ma esiste certamente la possibilità per gli Stati membri di procedere con la tassazione sugli extraprofitti”, ha affermato. Ma la partita, chiaramente, si gioca più a Bruxelles che sui tavoli nazionali. Il falco lettone prende tempo, ne ha bisogno.
Extraprofitti, la tassa europea
Dombrovskis cerca di prendere tempo per capire cosa accadrà. “Continuiamo a monitorare la situazione e gli sviluppi, e a presentare le nostre proposte e reazioni laddove opportuno. Quindi, non vorrei sbilanciarmi ora con dichiarazioni sui prossimi mesi”. Parole che tradiscono la speranza, ancora non del tutto sopita, che le guerre possano trovare una soluzione da qui alle prossime settimane. Poi lo smarcamento: “Da parte della Commissione, abbiamo chiarito che la questione è di competenza degli Stati membri: essi possono procedere autonomamente ad adottare decisioni sulla tassazione degli extraprofitti e, se necessario, la Commissione è certamente pronta a discutere della materia e, dove opportuno, ad aiutare gli Stati membri a portare avanti questo approccio”. Sono extraprofitti vostri.
La Germania preme
A guidare il fronte di chi, in Europa, vorrebbe imporre una tassa sugli extraprofitti dell’energia c’è la Germania. Si registra l’attivismo del ministro tedesco alle Finanze, Lars Klingbeil, su un fronte delicato. Ha affermato di attendersi che “la Commissione Europea presenti finalmente delle proposte su come potrebbe configurarsi una tassa sugli extraprofitti, in particolare quelli delle compagnie petrolifere”. E ha deplorato la “riluttanza” con cui l’esecutivo comunitario si approccia alla questione. Il fronte guidato da Berlino comprende anche Austria, Polonia, Portogallo e Italia.
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