Influenza stagionale, attesi fino ai 14 milioni di casi
Immagine generata con IA
L’estate è ormai un ricordo e, con il cambio di stagione torna anche l’influenza. Per questo inverno, tuttavia, i primi segnali sembrano darci delle previsioni positive: meno casi e, soprattutto, virus meno severi.
Influenza stagionale: le previsioni
A dare le prime stime è il virologo Fabrizio Pregliasco, che per il 2026-2027 prevede, come di consueto, una circolazione molto ampia di virus respiratori, con un totale di 12-14 milioni di casi attesi in Italia. Un calo rispetto allo scorso inverno, in cui nel nostro Paese erano stati superati i 15 milioni di contagi.
In ogni caso, il professore dell’Università degli Studi di Milano sottolinea come il quadro resti affollato. Perché oltre all’influenza circolano 262 diversi agenti infettivi, tra cui (ancora) Covid, virus respiratorio sinciziale, metapneumovirus e rhinovirus, responsabili di molte sindromi simil-influenzali.
L’impatto del clima
Tra gli altri elementi da considerare per l’influenza stagionale, c’è anche il clima, che potrebbe cambiare l’andamento definitivo dei virus invernali. Un inverno rigido potrebbe favorire una maggiore diffusione dell’influenza, mentre temperature miti e continui sbalzi termici potrebbero sostenere la circolazione contemporanea di più virus.
Il Covid, pur provocando oggi forme mediamente meno gravi, continua a rappresentare un virus più pericoloso per anziani e persone fragili. Per questo l’invito degli esperti è quello di non abbassare la guardia, ricordando l’importanza della campagna vaccinale autunnale: una priorità per chi presenta condizioni di rischio.
Le varianti e i sintomi
Sul fronte dei ceppi influenzali, l’osservazione dell’Australia indica una prevalenza della variante H3N2, affiancata dai virus H1N1 e B Victoria, già inclusi nei vaccini stagionali. I sintomi dell’influenza restano quelli classici: esordio improvviso con febbre superiore ai 38 gradi, tosse o mal di gola e almeno un sintomo sistemico, come dolori muscolari o forte spossatezza. In assenza di questo quadro completo, è più probabile che si tratti di una forma simil-influenzale.
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