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Cultura & Spettacolo

Non solo Spritz: il Veneto sale in cattedra con la semplicità

Al di là dei luoghi comuni, la Regione mette in campo un progetto minimo che fa più scuola dei grandi piani nazionali

di Andrea Fiore -


Quando si parla di scuola, in Italia scatta subito la tentazione di inseguire la grande riforma, la tecnologia risolutiva o tirar fuori dal cilindro il progetto che promette di cambiare tutto. Nel frattempo, ci sfuggono le soluzioni che funzionano davvero: quelle concrete, quotidiane e già a portata di mano.

In Veneto, da qualche anno, 60.000 bambini delle primarie di Rovigo, Padova, Treviso e Venezia ricevono gratuitamente un diario scolastico che non è solo un diario. “Veneto, famiglie in viaggio” è un racconto del territorio: fiumi, laguna, città d’arte, imprese, educazione civica. Duecento giorni di scuola accompagnati da contenuti su ambiente, salute, inclusione e fragilità. Un’idea semplice che vede la scuola come un pezzo vivo della comunità.

Niente teorie astratte, ma investimenti reali sui bambini per rafforzare il capitale sociale. È logico garantire la gratuità, come ricorda l’assessora Valeria Mantovan: tutti ricevono lo stesso strumento, senza differenze economiche. Una scelta di equità, prima ancora che di politica.

Questa esperienza merita di uscire dai confini regionali. Non perché sia rivoluzionaria, ma perché dimostra che l’impatto nasce da gesti semplici: collaborazione tra pubblico e privato, un racconto condiviso dei luoghi, un oggetto concreto che entra ogni giorno nello zaino di un bambino.

In un Paese che discute di massimi sistemi, l’immagine di 60.000 bambini che aprono la stessa pagina, pensata per tutti, è un promemoria di buonsenso. Utile alla scuola. Utile al Paese.

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