Torino, il delitto di via Gulli e l’ipotesi del festino
Un giallo nel giallo. Un incontro tra più persone, forse accompagnato dal consumo di alcol e droga? E poi qualcosa che precipita fino alla violenza e all’omicidio. È questo uno degli scenari che gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di verificare per spiegare quanto accaduto nell’appartamento di via Gulli, a Borgo Vittoria, dove è stato ritrovato il corpo smembrato di Fabio Colapietro, 39 anni, nato a Chivasso e residente a Settimo Torinese.
L’ipotesi del festino rappresenta al momento soltanto una delle piste dell’inchiesta. La Squadra Mobile sta ricostruendo la rete di rapporti che ruotava intorno all’abitazione di Madonna di Campagna e tentando di capire chi fosse presente nelle ore che hanno preceduto la morte dell’uomo. Secondo testimonianze raccolte nello stabile, nell’alloggio della professoressa ci sarebbe stato da tempo un frequente movimento di persone, anche nelle ore serali. Qualcuno dei residenti fa capire di pensare a “giri strani”.
Come abbiamo già scritto la macabra vicenda è venuta alla luce dopo la telefonata al 112 della madre di un 26enne. La donna, preoccupata da quanto le aveva raccontato il figlio, ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Raggiunto dagli agenti della polizia, il giovane avrebbe ammesso di avere ucciso un uomo e indicato l’appartamento di via Gulli.
Quando i poliziotti sono entrati nell’alloggio, abitato da un’insegnante di italiano, una professoressa che da mesi pare per motivi personali non andasse al lavoro, hanno scoperto i resti di Colapietro. Il corpo era stato smembrato e sistemato in sacchi e contenitori; alcune parti erano state ricoperte con cemento a presa rapida. Nell’abitazione sono stati inoltre recuperati diversi coltelli. Gli accertamenti medico-legali dovranno contribuire a stabilire con maggiore precisione quando e come sia avvenuta la morte.
Tre persone sono state fermate. Il 26enne è indagato per l’omicidio e per la soppressione del cadavere, mentre la professoressa e una giovane donna sono accusate, secondo quanto reso noto finora, di favoreggiamento e concorso nella soppressione del corpo.
Ma è cosa è’ successo prima dell’omicidio? Questo è il passaggio ancora oscuro della vicenda. Gli investigatori stanno verificando se le persone coinvolte si fossero ritrovate nell’appartamento per trascorrere insieme la serata e se in quel contesto siano stati consumati alcol e sostanze stupefacenti. Occorre poi capire che cosa possa avere innescato la violenza e quale fosse il rapporto tra Colapietro e gli altri presenti.
Non è stato ancora definitivamente chiarito neppure se il trentanovenne sia stato ucciso all’interno dell’appartamento. Una delle verifiche riguarda infatti la possibilità che la morte sia avvenuta altrove e che il cadavere sia stato successivamente trasferito in via Gulli per essere fatto a pezzi e nascosto.
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