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Addio a Baggi, matita raffinata di Dylan Dog

Dalle riviste underground al grande pubblico dei lettori seriali che lo aveva adottato grazie al suo ingresso nella Sergio Bonelli Editore

di Daniel Walker -


Alessandro Baggi, la matita raffinata del fumetto italiano ci lascia a 60 anni. Il fumetto italiano perde una delle sue firme più nitide, colte e versatili.

A Milano, stroncato improvvisamente da un infarto a soli 60 anni, è morto Alessandro Baggi. Scompare un disegnatore d’istinto e di straordinario talento che ha attraversato quarant’anni di storia della Nona Arte. Una carriera intensa, partendo dalle riviste underground e d’avanguardia fino alle grandi scuderie del fumetto pop.

La scomparsa di Alessandro Baggi

Nato nel capoluogo lombardo, Baggi si era formato giovanissimo alla Scuola del Fumetto di Milano, per poi tornare in quelle stesse aule in veste di docente. Nel suo esordio precoce negli anni Ottanta sulle pagine della rivista 1984, un tratto fuori dagli schemi, capace di coniugare il rigore del chiaroscuro con un’impostazione fortemente cinematografica dell’inquadratura.

Negli anni cruciali del boom del fumetto horror italiano, il suo talento grafico aveva impreziosito testate cult come Splatter e Mostri, oltre alle copertine e alle tavole storiche per Intrepido, consacrandolo come uno degli autori più apprezzati del settore.

Il successo popolare

Il grande pubblico dei lettori seriali lo aveva poi adottato grazie al suo ingresso nella Sergio Bonelli Editore, dove Baggi aveva messo la sua sensibilità grafica al servizio di Dampyr. Successivamente, di Dylan Dog, con incursioni narrative di pregio come in The Nightmare Circus. Nelle sue opere, l’incubo e il noir con un’elegante malinconia visiva.

Un professionista rigoroso e appassionato, un autore capace di infondere un’umanità profonda a ogni singola vignetta.

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