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Gioco d’azzardo in calo, la ludopatia no

La ridotta presenza degli apparecchi da intrattenimento e la ritirata dell'offerta di Stato da centinaia di Comuni non hanno sanato il disagio sociale

di Dave Hill Cirio -


Mentre le difficoltà economiche incidono sul potere d’acquisto delle famiglie, la piaga del disturbo da gioco d’azzardo e della ludopatia continua a rappresentare un’emergenza sociale prioritaria per il Paese.

La piaga del gioco d’azzardo

In questo complesso scenario, il Bilancio di Sostenibilità del comparto del gioco pubblico, presentato dall’associazione che riunisce dentro Confcommercio i concessionari, evidenzia una netta contraddizione.

L’inasprimento delle restrizioni locali non sta fermando le condotte patologiche, ma sta depotenziando la rete legale sul territorio, con gravi ricadute sull’ occupazione e sul gettito erariale. Centrali, la migrazione della domanda e l’illusione proibizionista.

Le normative territoriali basate su distanziometri e limiti orari erano nate con l’intento statutario di tutelare la salute pubblica e contrastare le dipendenze. I dati del Bilancio dimostrano tuttavia che una offerta fisica contratta non ha cancellato il fenomeno.

La contrazione dell’offerta non serve

La spesa complessiva degli utenti continua a crescere, spostandosi in modo massiccio verso il canale online o verso circuiti non controllati. La ridotta presenza degli apparecchi da intrattenimento e la ritirata dell’offerta di Stato da centinaia di Comuni non hanno sanato il disagio sociale, ma ne hanno trasferito le modalità di consumo al di fuori del perimetro di vigilanza pubblica.

I presidi territoriali si diradano e il valore umano della prevenzione fatica ad essere affermato. L’arretramento della rete statale porta con sé un’ulteriore criticità sul fronte della salute pubblica: la dispersione della risorsa umana qualificata sul campo.

Il comparto arretra

Gli operatori del settore, in teoria e in pratica, costituiscono un fondamentale presidio sociale sul territorio, formato per intercettare precocemente i segnali di gioco problematico, promuovere l’utilizzo consapevole e tutelare i soggetti vulnerabili.

Ma la perdita di migliaia di addetti della filiera riduce la prima linea di prevenzione territoriale, indispensabile per contrastare le patologie sul nascere e ostacolare l’illegalità. A fronte di un contributo fiscale e di un bacino occupazionale in sofferenza, la priorità centrale del settore rimane comunque la tutela dell’utente e il contrasto al gioco d’azzardo.

Il documento di sostenibilità sollecita un cambio di rotta: superare il semplice proibizionismo territoriale per adottare soluzioni tecnologiche avanzate come gli apparecchi “safe”, sostenere la ricerca scientifica sulla ludopatia e valorizzare la formazione degli operatori. Solo garantendo un presidio legale diffuso, trasparente e responsabile – è il proposito – è possibile arginare il gioco patologico senza cedere terreno all’offerta abusiva.

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