Ombre russe sull’Europa, in pericolo i vertici della Difesa?
L'Italia si dice all'oscuro di minacce precise, la Germania e la Polonia si allertano
Ombre russe sui vertici della Difesa europea: il piano di Mosca, i complotti sventati e la cautela dell’Italia.
L’inchiesta del Financial Times e l’allarme di 5 intelligence
Secondo le segnalazioni di cinque agenzie di intelligence occidentali, Mosca avrebbe intensificato i tentativi di assassinare e sabotare i dirigenti dell’industria bellica ed esponenti dei vertici della difesa europea.
L’obiettivo strategico del Cremlino, quello di paralizzare la catena di fornitura militare e intimidire i governi europei che sostengono la resistenza dell’Ucraina.
Dall’inizio dell’invasione su vasta scala sono stati registrati oltre 190 episodi di attività ostile presunta russa in Europa. Tra questi, 59 sorvoli non autorizzati di droni, 45 atti di sabotaggio diretti, incendi dolosi, attacchi informatici e l’invio di pacchi infiammabili o esplosivi.
Di fronte a questa minaccia, molte aziende del comparto militare occidentale hanno dovuto incrementare in modo drastico le scorte personali attorno ai propri executive e la vigilanza attorno agli stabilimenti produttivi.
I dettagli dei complotti: Germania e Polonia in massima allerta
Il livello di guardia è particolarmente elevato in Germania e Polonia, Paesi già direttamente colpiti da operatività e piani sventati prima dell’esecuzione.
Il complotto contro Rheinmetall e Donaustahl: i servizi segreti tedeschi e statunitensi hanno sventato un piano mirato a eliminare Armin Papperger. E’ il ceo del colosso della difesa tedesco Rheinmetall, impegnato nella fornitura di munizioni e veicoli corazzati all’Ucraina e nella creazione di centri di produzione in territorio ucraino.
Un analogo piano di attentato ha riguardato anche Stefan Thumann, alla guida dell’azienda di droni della difesa Donaustahl.
I sabotaggi industriali e militari in Germania
Nel maggio 2024, un incendio doloso attribuito dai servizi tedeschi ad agenti russi ha distrutto quattro piani dello stabilimento dell’azienda di difesa Diehl a Berlino.
Sono stati inoltre scoperti depositi di esplosivo presso uno snodo di condotte a Bellheim. E segnalati tentativi di contaminazione dell’acqua in basi militari nel Nordreno-Vestfalia. Nonché registrati ripetuti avvistamenti di droni spia su siti industriali e portuali strategici.
La risposta della Polonia
In Polonia, oltre all’incendio di un grande centro commerciale a Varsavia ricondotto a reclutati pro-Russia, l’intelligence ha sventato tentativi di tracciamento e sabotaggio radiofonico della rete ferroviaria usata per il trasporto di aiuti militari diretti a Kyiv.
Per contrastare l’attività spionistica, il governo polacco ha disposto la chiusura dei consolati russi a Poznan e a Cracovia.
Il quadro della “guerra ombra” nel resto d’Europa
Le operazioni attribuite alla rete russa spaziano dai sabotaggi fisici alla destabilizzazione sociale.
Nel Mar Baltico si sono verificati multipli casi di tranciatura di cavi di telecomunicazione e gasdotti sottomarini da parte di navi della “flotta ombra” russa. Interventi affiancati da tentativi di manomissione di acquedotti in Finlandia e Svezia.
I pacchi infiammabili e le interferenze Gps
Nel 2024 sono stati intercettati pacchi contenenti sostanze infiammabili diretti ad aziende della difesa e diplomatici in Spagna, Polonia e Regno Unito.
Parallelamente, l’area baltica è stata teatro di persistenti disturbi dei segnali Gps – il jamming – che hanno ostacolato persino il volo di velivoli di Stato e di linea.
Le provocazioni in Francia
A Parigi, prima dei Giochi Olimpici del 2024, si sono registrati tentativi di destabilizzazione tramite graffiti provocatori, manovre di disinformazione e l’arresto di un agente dell’Fsb e di un artificiere.
L’Unione Europea valuta ora l’introduzione di ulteriori restrizioni alla libertà di movimento dei diplomatici russi nell’area Schengen per limitare le coperture spionistiche.
La posizione dell’Italia: la minimizzazione pubblica, la vigilanza dei Servizi
fronte del forte allarme e delle misure straordinarie adottate a Berlino e Varsavia, l’Italia ha assunto un atteggiamento pubblico decisamente più cauto e di contenimento dell’allarmismo.
Le autorità italiane e il ministero della Difesa precisano di non disporre di riscontri diretti su minacce imminenti o complotti specifici rivolti a vertici aziendali o istituzionali nazionali.
Da un lato il governo tende a minimizzare la portata dell’allerta per evitare panico o tensioni politiche interne.
Dall’altro l’attenzione degli apparati di sicurezza – Aisi e Aise – resta costante per monitorare eventuali segnali di minaccia ibrida o di spionaggio sul territorio nazionale.
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