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Dove metti i piedi? Come scoprire il sottosuolo della propria città

Quanto è fragile la tua città? Arriva l'Urban Geo-climate Footprint, l'indice Ispra che svela i segreti del sottosuolo.

di Dave Hill Cirio -


Quanto è fragile la tua città?

Quanto è fragile il terreno su cui camminiamo ogni giorno? Per rispondere a questa domanda fondamentale, l’Ispra in collaborazione con la rete europea dei servizi geologici EuroGeoSurveys ha ideato una nuova iniziativa. E’ uno strumento di analisi chiamato Urban Geo-climate Footprint.

Si tratta di un indicatore innovativo nato per misurare il livello di interazione e l’impatto potenziale tra il contesto geologico-climatico e il tessuto urbano. E sintetizza in un unico parametro immediato dati geologici, pressioni antropiche e fattori climatici.

Come funziona?

L’indice UgfF attinge direttamente alle banche dati pubbliche ed elabora un punteggio sintetico compreso in una scala da 0 a 500. Un valore contenuto indica un impatto limitato delle caratteristiche del suolo e del clima sullo sviluppo della città. E invece un punteggio elevato segnala un territorio in cui i fenomeni geologici e le pressioni climatiche condizionano fortemente il funzionamento e la sicurezza dell’area urbana.

La mappa della fragilità urbana in Italia: i dati da Trento a Napoli

Ispra ha già applicato il metodo a diverse città europee e a tutti i capoluoghi di regione e provincia autonoma italiani, mettendo in luce profonde differenze lungo la penisola.

Tra i contesti dove il territorio condiziona maggiormente la vita urbana spicca Napoli con 359 punti, seguita da Genova a quota 304, Palermo con 265, Bari a 255 e Catanzaro con 250 punti.

All’opposto della classifica, le aree urbane con i valori più contenuti comprendono Trento, che registra il dato più basso a 94 punti, affiancata da Bolzano a 144, Milano a 155, Aosta a 160 e Trieste a 162 punti.

La “Carta d’Identità Geologica” della tua città

Accanto all’indice numerico, il progetto introduce il City Geo Factsheet, che è concepito come una vera e propria Carta d’Identità Geologica del centro urbano.

Proprio come un documento d’identità personale, sintetizza le informazioni essenziali del territorio. E raccoglie la composizione del terreno, la presenza di acque sotterranee, le pressioni climatiche e antropiche, fino ai principali fenomeni di pericolosità geologica.

Lo strumento offre così un quadro chiaro delle risorse disponibili e dei punti critici che richiedono maggiore attenzione. Così fornendo una lettura semplice del rapporto tra ambiente e città.

Le parole di Maria Alessandra Gallone

“Sapere cosa c’è sotto i nostri piedi – dice la presidente Ispra – aiuta a decidere cosa fare sopra. Con l’Urban Geo-climate Footprint – molto simile alla Carta d’identità geologica – basta uno sguardo. Così, si capisce su quale territorio poggia una città, quali sono le sue maggiori criticità e dove è possibile intervenire”.

“È questo il passaggio che vogliamo facilitare – precisa-. Trasformare dati e competenze scientifiche in soluzioni concrete per chi deve scegliere, programmare e agire. Ispra, con questo nuovo strumento, mette la conoscenza al servizio della prevenzione, perché sapere in anticipo significa intervenire meglio e in tempo”.

Dove trovare i dati e il tool operativo

Tutti i dati relativi alle singole città, la guida metodologica all’uso del tool, gli esempi applicativi e il documentario esplicativo dedicato sono liberamente consultabili sulla piattaforma ufficiale all’indirizzo www.isprambiente.it.

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