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Sondaggio piazze violente, fermezza o “ascolto”?

La percezione collettiva chiede rigore contro chi devasta, ma anche integrazione, responsabilizzazione e prevenzione sociale

di Angelo Vitale -

Nella combo, quattro momenti degli incidenti e dei saccheggi in centro a Milano


Sicurezza, ordine pubblico e piazze violente: la richiesta degli italiani tra fermezza e prevenzione. Le manifestazioni di piazza che degenerano in scontro interrogano in profondità l’opinione pubblica italiana.

Il sondaggio

Dal sondaggio realizzato da Only Numbers e presentato da Alessandra Ghisleri nella trasmissione Filorosso su Rai 3, emerge un orientamento sfaccettato. La richiesta di fermezza e rispetto delle regole è nettamente maggioritaria, ma si accompagna alla voce di una significativa porzione di popolazione che sollecita l’ascolto.

Di fronte all’interrogativo se le piazze degenerate nella violenza debbano essere ascoltate oppure sanzionate, la risposta prevalente è netta. Il 55,8% degli intervistati sostiene che i disordini vadano «condannati senza se e senza ma».

Tuttavia, emerge una quota tutt’altro che trascurabile. Il 37,6% dei cittadini — quasi quattro italiani su dieci — ritiene che anche di fronte alla violenza si debba comunque mantenere aperto un canale d’ascolto, mentre il 6,6% non si esprime.

La domanda di sicurezza

Si fa ancora più forte sull’ordine pubblico. Il 66,0% degli italiani chiede al governo interventi e misure più stringenti per contrastare le violenze, a fronte del 20,9% di contrari e del 13,1% di indecisi.

Alessandra Ghisleri definisce questo consenso «molto ampio e trasversale», evidenziando come i cittadini sappiano distinguere chiaramente tra le proteste pacifiche e gli scontri.

L’analisi delle cause

Riguardo ai motivi della devianza giovanile, per il 48,2% del campione si tratta di un problema contemporaneamente educativo e di disagio sociale. A questo si sommano il 30,4% che vede principalmente una carenza educativa e il 17,7% che indica il disagio.

La percezione collettiva chiede quindi rigore contro chi devasta, ma anche integrazione, responsabilizzazione e prevenzione sociale.

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