L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

La sicurezza è passata da problema a emergenza

L'ipotesi è che dietro la degenerazione violenta dei cortei ci sia una regia la cui sceneggiatura è scritta, almeno in parte, all’estero per poi viaggiare velocemente attraverso le chat dei social network. E questo rende ancora più complicati i tentativi di intervenire con una prevenzione adeguata

di Giuseppe Ariola -


Al di là delle immagini che arrivano dalle piazze delle città dove sono avvenuti gli ultimi scontri in ordine di tempo, a confermare come il livello di guardia sia stato superato è soprattutto la politica. I commenti raccolti a taccuino chiuso tra esponenti sia di maggioranza sia di opposizione trovano, infatti, un comune punto di caduta, ovvero che la situazione è sfuggita di mano. Proprio questa considerazione rappresenta la criticità – ma anche la paura – maggiore. Lo sguardo è già rivolto alle prossime manifestazioni e la sensazione è che possano sfuggire di mano. Un timore che forse più di tutti dà il polso di quanto il quadro sia grave e che conferma come la stretta voluta dal governo vada ben oltre la necessità di limitare i disordini. La necessità, si racconta in ambienti parlamentari, è adesso quella di evitare un’escalation che in molti in realtà si attendono.

Un fenomeno più grande di quanto si pensi

Anche alla luce della certezza che dietro la degenerazione violenta dei cortei ci sia una regia la cui sceneggiatura è scritta, almeno in parte, all’estero per poi viaggiare velocemente attraverso le chat dei social network. E questo rende ancora più complicati i tentativi di intervenire con una prevenzione adeguata. Una ragione in più che rende assolutamente strumentali lo strattonamento dell’opposizione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’accusa secondo la quale il governo si sarebbe fatto cogliere impreparato.
Senza contare che non manca chi non sembra rendersi conto dell’inopportunità in questa fase di fomentare anche la sola parte sana delle piazze, quella dietro la quale si fanno scudo i violenti. Perché è chiaro a tutti come i tanti minorenni coinvolti negli scontri siano semplicemente delle pedine sacrificate su uno scacchiere ben più grande di quanto non sembri.

Quei distinguo che non aiutano

Ed è proprio su questo punto, sui troppi distinguo tirati per i capelli, che si concentra il dibattito politico, con il centrodestra che rinfaccia all’opposizione il tentativo di rimanere in precario equilibrio sull’emergenza sicurezza trincerandosi dietro i “ma” e i “però”. Anche per quanto riguarda le misure approvate dal governo. D’altronde, se in Francia si è fatto ricorso addirittura al coprifuoco è evidente che la portata del problema va ben oltre i movimenti studenteschi. Più duro, invece, il commento di Roberto Vannacci per il quale “la sinistra soffia da anni sul vento della rivolta” per ragioni elettorali. Il leader di Futuro nazionale, nel presentare il provvedimento del partito sulla sicurezza, parla di un vero e proprio “terrorismo di piazza” che nulla ha a che fare con il diritto di manifestare.


Torna alle notizie in home