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Politica

Crosetto respinge le accuse: “Nessun super potere ai militari”

Il ministro della Difesa definisce “surreali le ricostruzioni sul rischio di militarizzazione o golpe”

di Mauro Trieste -


Guido Crosetto rompe il silenzio e affida a un lungo post su X una dura replica alle ricostruzioni giornalistiche che, negli ultimi giorni, hanno accompagnato il dibattito sul ruolo delle Forze Armate nel supporto alle attività di sicurezza pubblica. Il ministro della Difesa parla di una “mistificazione della realtà” e accusa parte dell’informazione di aver proposto una lettura “semplificata e lontana dalla realtà” della vicenda. Con tono polemico, Crosetto ironizza sulle narrazioni che avrebbero descritto il confronto istituzionale come un presunto tentativo di estendere in modo anomalo i poteri dei militari. “Sembrava quasi che, grazie a un intervento salvifico della Provvidenza e alla saggezza dell’Interno, si fosse scampato in extremis un tentativo di golpe militare”, scrive il ministro, definendo tali interpretazioni “surreali”.

“L’arresto in flagranza non è un potere eccezionale”

Nel suo intervento, Crosetto ricorda di aver sostenuto per anni che “i militari dovrebbero fare i militari e le forze di polizia le forze di polizia”, arrivando anche a proporre la graduale sostituzione dei circa 6.800 militari impiegati nell’operazione Strade Sicure con 10.000 carabinieri ausiliari dotati delle competenze necessarie per le attività di sicurezza sul territorio. Di fronte a una nuova richiesta di supporto, però, la Difesa avrebbe dato la propria disponibilità, chiedendo soltanto che il personale impiegato potesse operare con le stesse tutele e possibilità d’intervento riconosciute alle forze dell’ordine. “Nessun potere particolare, eccezionale e golpista”, sottolinea il ministro. L’unica ipotesi presa in considerazione sarebbe stata la possibilità di procedere all’arresto in flagranza, prerogativa che avrebbe comportato anche la qualifica di polizia giudiziaria. Una richiesta che non rappresentava neppure il punto centrale della questione.

Il nodo degli strumenti operativi

Secondo il titolare della Difesa, il vero problema riguarda le dotazioni a disposizione dei reparti chiamati a operare in contesti complessi come quello milanese. Guido Crosetto evidenzia come i militari non possano utilizzare spray urticanti né taser e ricorda che l’impiego delle fascette in velcro per immobilizzare persone fermate è stato autorizzato soltanto di recente e con limiti territoriali circoscritti. Da qui la richiesta di consentire, in una situazione straordinaria, l’uso degli strumenti necessari senza dover ricorrere ogni volta ad autorizzazioni specifiche.

“Non c’è alcuna volontà di militarizzare nulla, anzi il contrario”, ribadisce il titolare della Difesa, respingendo le accuse di chi avrebbe letto nella proposta un tentativo di espansione del ruolo delle Forze Armate. Crosetto conclude rivendicando la necessità di garantire ai militari impiegati sul territorio “le stesse protezioni e la stessa possibilità di difendere se stessi e la città” riconosciute agli operatori di polizia che sono chiamati ad affiancare.

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