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L’IDENTATÀ A TEATRO – Il fallimento è la radice del successo

di Michele Enrico Montesano -


Nei 10 comandamenti del clown Nalle Laanela, artista circense svedese, al nono posto scrive “concediti un fallimento”. Errare è una condizione antropologica necessaria dell’essere umano.

Pare che il detto latino errare humanum est sia attribuibile a Cicerone, che nelle Filippiche scrive “Cuiusvis hominis est errare” (“è cosa comune errare”). Socialmente attorno all’errore c’è tanta, forse fin troppa, pressione. Le radici di questo dogma possono ricondursi al sistema scolastico italiano, dove si apprendono nozioni e non si impara a sviluppare un pensiero critico. Per cui, in un mondo in cui conta quanto sai e non cosa sai, l’errore viene demonizzato. Manca nel 1996 pubblica “Le possibilità pedagogiche dell’errore” sulla rivista Pedagogia e Vita scrivendo che l’errore è “il perno dell’educazione”, perché ogni errore è unico e soggettivo.

Paolo Perticari in “Attesi e Imprevisti” scrive che esso è “un’occasione per saperne di più” su un individuo, “sulle sue competenze, sulle sue strategie, per rendere più percorribile un apprendimento”. Manca sottolinea l’importanza non solo del proprio errore ma anche di quello degli altri, perché si impara “anche dalle teorie e dagli errori altrui, in un continuo confronto e in una interminabile verifica”, poiché “solo nel momento della smentita si riesce a trovare una teoria migliore della precedente”.

Dunque è solo grazie all’altro che possiamo errare e migliorare. Karl Popper in “Riflessioni Epistemologiche sull’Errore e sulla Verità” elenca “i tre principi che stanno alla base d’ogni discussione razionale”: 1. Il principio della fallibilità: forse io ho torto, e tu forse hai ragione. Ma possiamo anche aver torto entrambi. 2. Il principio della discussione ragionevole: dobbiamo tentare di soppesare nel modo più impersonale possibile le nostre ragioni pro e contro una determinata teoria suscettibile di critica. 3. Il principio dell’avvicinamento alla verità. Attraverso una discussione imparziale ci approssimiamo quasi sempre alla verità; e giungiamo ad una migliore comprensione; anche quando non perveniamo ad un’intesa. Sbagliare e fallire sono i primi modi che abbiamo di apprendere e crescere.

Quante volte cade un bambino prima di imparare a stare in equilibrio sulle sue gambe? Thomas Edison disse “Non ho fallito. Ho solo trovato diecimila modi che non avrebbero funzionato”. In Italia e in generale in Europa, lo stigma sociale dell’errore e del fallimento è altissimo. Un sondaggio di Youth Business International e Global Entrepreneurship Monitor ha evidenziato che il 41,9% dei giovani europei cita la paura del fallimento come barriera per iniziare un business. “Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione”, diceva Henry Ford. Il vero fallimento è quando smetti di provarci. In Giappone dicono shippai wa seikō no moto, il fallimento è la radice del successo.

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