Presentati in 25 tribunali i ricorsi alla nuova legge elettorale
A rendere nota la notizia dell'avvenuta presentazione dei ricorsi, presentati contestualmente presso i vari tribunali questa mattina, è stato il coordinatore del comitato 'Rete per un voto libero e uguale' Roberto Zaccaria
Sono 25 i ricorsi alla nuova legge elettorale presentati in altrettante Corti d’Appello di tutta Italia. L’iniziativa parte dal comitato ‘Rete per un voto libero e uguale’, il cui obiettivo è ottenere la bocciatura della riforma voluta dal centrodestra da parte della Corte costituzionale. A rendere nota la notizia dell’avvenuta presentazione dei ricorsi, presentati contestualmente presso i vari tribunali questa mattina, è stato il coordinatore del comitato Roberto Zaccaria. Nel corso di conferenza stampa presso la sala Nassiriya del Senato, Zaccaria definisce l’iniziativa come una “cosa senza precedenti” e spiega che “i ricorrenti saranno oltre 300, il più illustre è Romano Prodi”. A lavorare agli atti, sottoscritti da esponenti politici, professori universitari, rettori, giornalisti, scrittori, ex magistrati, sarebbero stati più di 110 avvocati. L’opinione dei proponenti è chiara: la nuova legge elettorale è considerata incostituzionale.
La battaglia del comitato
Da qui la decisione di procedere con i ricorsi, per proseguire la battaglia fuori dalle aule parlamentari. All’obiezione per la quale la nuova disciplina elettorale, dopo essere stata approvata in via definitiva, è stata promulgata da parte del Presidente della Repubblica, che quindi non avrebbe ravvisato le criticità sollevate da comitato, ha risposto lo stesso Roberto Zaccaria. Dopo aver sottolineato che, “quando ci sono problemi di manifesta infondatezza e incostituzionalità il Presidente della Repubblica può non promulgare una legge e rinviarla alle Camere”, Zaccaria ha poi evidenziato “che Mattarella fa un lavoro diverso: non è la Corte costituzionale”. Poi la spiegazione personale del perché il Capo dello Stato avrebbe apposto la propria firma al provvedimento. La nuova legge elettorale, spiega è stata “promulgata con grande rapidità per agevolare i ricorsi. Non sarà questo il motivo, ma questa è la mia speranza”.
La promulgazione della riforma
In effetti, questa interpretazione sembra, per l’appunto, più una speranza che effettivamente aderente alla realtà. E’ infatti di tutta evidenza che il motivo per il quale il Presidente della Repubblica ha promulgato la riforma elettorale non può essere ridotto all’idea di velocizzare i successivi ed eventuali ricorsi. Piuttosto, al netto di quanto emergerà dal vaglio di merito della Corte costituzionale, è chiaro che il Colle non abbia individuato cause ostative alla controfirma della riforma. In caso contrario, non c’è alcun dubbio che il provvedimento sarebbe stato inviato nuovamente alle Camere. Così come previsto dalla Costituzione.
Leggi tutte le notizie sulla legge elettorale
Torna alle notizie in home