Premio Pushkin, l’ottava edizione rinnova il dialogo culturale tra Italia e Russia
Roma due giornate nel segno di Karamzin Tra letteratura, musica e cinema
Roma ha reso omaggio, ancora una volta, alla grande tradizione letteraria russa. Il 19 e il 20 ottobre la capitale ha accolto l’ottava edizione del Premio internazionale Pushkin, un progetto che si è affermato come uno dei ponti più solidi tra la cultura italiana e quella russa, capace di riunire nello stesso spazio scrittori, studiosi, registi, musicisti e traduttori dei due Paesi. Due giornate intense, costruite attorno alla convinzione che l’arte e il pensiero sappiano parlare una lingua comune, ben oltre i confini delle singole tradizioni.
Al centro di questa edizione c’era una figura di primo piano: Nikolaj Michajlovič Karamzin, nato ben 260 anni fa – nel 1766 – e scomparso a San Pietroburgo nel 1826. Storico, narratore e giornalista, Karamzin rinnovò profondamente la lingua letteraria russa, avvicinandola al parlato colto e aprendola alle suggestioni e alle ideologie europee. Con la novella “Povera Liza” portò in Russia la sensibilità del “sentimentalismo”, mentre con la monumentale “Storia dello Stato russo” offrì al proprio Paese un grande racconto delle sue origini.
Nominato storiografo ufficiale dell’Impero nel 1803, fu un maestro per la generazione di Pushkin, che lo frequentò da giovanissimo e gli dedicò il dramma “Boris Godunov”.
Dalla conferenza stampa al grande schermo
Il programma ha preso il via il 19 ottobre nella incantevole cornice di Palazzo Valentini, dove si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, moderata dal direttore de L’identità, Adolfo Spezzaferro. Accanto agli organizzatori e ai partner sono intervenuti esponenti del mondo culturale, premiati e giornalisti, che hanno ricostruito il percorso del riconoscimento, ne hanno illustrato la missione e hanno anticipato le tappe della cerimonia. In serata la scena si è spostata alla Casa Russa di Roma per la proiezione de “Il profeta.
La storia di Aleksandr Pushkin”, film del giovane regista Felix Umarov, premiato nella sezione dedicata al cinema. L’iniziativa, curata dalla Casa Russa con l’associazione culturale “Amici della Grande Russia”, ha raccolto un convinto apprezzamento e ha mostrato quanto il linguaggio delle immagini possa avvicinare un pubblico nuovo alla vita e ai versi del poeta, rendendo viva una biografia che appartiene ormai al patrimonio di tutti.
La serata a Villa Altieri
Il cuore della manifestazione ha avuto luogo il 20 ottobre negli spazi del Museo archeologico della Collezione Altieri – a Villa Altieri – dove la cerimonia è stata guidata con eleganza dal giornalista e conduttore radiotelevisivo Stefano Bini.
L’apertura è stata affidata alla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, interpretata dalla pianista Natalia Pogosyan e dal violinista Alexey Dulov: un inizio di grande intensità, che ha subito dato alla serata un respiro poetico e solenne e ha ricordato come la musica classica sappia unire sensibilità lontane tra di loro.
A seguire, l’attrice Karina Gyardushyan e il poeta Aurelio Bettini hanno letto, in russo e in italiano, un brano delle “Lettere di un viaggiatore russo”, il resoconto del lungo viaggio compiuto da Karamzin attraverso l’Europa tra il 1789 e il 1790.
Pagine che raccontano lo sguardo curioso di un giovane intellettuale russo sull’Occidente e che, lette a due voci, sono apparse quasi un manifesto dello spirito del Premio.
Tra gli ospiti d’onore l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, che rivolgendosi a premiati e pubblico ha sottolineato il valore dei legami culturali tra i due Paesi.
Il ritratto e l’omaggio a Tonino Guerra
Fra i momenti più carichi di significato, lo svelamento del ritratto di Aleksandr Sergeevič Pushkin realizzato da Natalia Tsarkova, artista di fama internazionale nota per aver ritratto quattro Pontefici.
L’opera, presentata dalla pittrice insieme all’ambasciatore Paramonov, è diventata il simbolo del Premio stesso. Profonda emozione ha suscitato, poi, la consegna del Premio speciale a Lora Guerra, che lo ha ricevuto direttamente dalle mani dell’ambasciatore.
Da anni la vedova di Tonino Guerra si dedica a custodire, studiare e far conoscere – tramandare – l’opera del marito, poeta e sceneggiatore nato a Santarcangelo di Romagna, firma di grandi capolavori quali “Amarcord” di Federico Fellini, “Blow-up” di Michelangelo Antonioni e “Nostalghia” di Andrej Tarkovskij. Un riconoscimento che premia una rara fedeltà alla memoria e che, nel segno del legame di Guerra con il grande cinema russo, appare quanto mai naturale e soprattutto attuale.

I volti premiati
Ricco e di alto profilo il palmarès dell’ottava edizione. Per la letteratura il riconoscimento è andato a Pietro Angelini, scrittore, traduttore, documentarista e studioso della cultura russa e delle culture orientali. Il cinema ha celebrato, oltre a Felix Umarov, Tatiana Danilyants, poetessa, regista, artista, fotografa e storica dell’arte. Nella sezione dedicata alla ricerca e alla traduzione sono stati premiati il filologo e slavista Stefano Garzonio, tra i più autorevoli studiosi italiani di letteratura russa, e Yuri Kuprikov, professore associato dell’Università statale di Mosca e traduttore.
Il mondo della musica e della lirica ha visto premiati il regista d’opera Giancarlo Del Monaco, figlio del celebre tenore Mario Del Monaco, e il compositore e direttore d’orchestra Angelo Inglese. Il Premio speciale è stato attribuito anche a Denis von Meck, storico e divulgatore dell’eredità della famiglia von Meck, legata a doppio filo alla biografia di Čajkovskij: fu Nadežda von Meck a sostenere per anni il compositore, con il quale intrattenne un celebre carteggio.
Nella categoria Convivio, dedicata alla poesia contemporanea, alla saggistica e al dialogo tra letteratura e filosofia, sono stati premiati Ludovica Iorio per il saggio “Una via per l’impossibile”, Francesco Paolo Memmo per l’intero percorso poetico e Maria Concetta Di Leo per la lirica “Labirinti notturni”. Il Diploma d’onore è stato infine conferito ad Ambrogio Matzegora, rettore della chiesa di Santa Caterina e vicario generale delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia, per l’impegno nella vita delle comunità e nel sostegno spirituale ai fedeli.
I patrocini e i partner
Il Premio ha potuto contare sul patrocinio di prestigiose istituzioni dei due Paesi: il Museo panrusso A. S. Pushkin, il Museo e riserva “Boldino”, legato alla tenuta dove il poeta visse nel 1830 una delle stagioni più feconde della sua scrittura, l’Università di Roma Tor Vergata, l’Università statale linguistica di Mosca, l’Assemblea delle donne del club “Parlamentare russo” e il Consiglio di coordinamento delle associazioni dei connazionali russi in Italia.
Decisivo anche il contributo dei partner: la Fondazione Alberica Filo della Torre, l’Istituto artistico e industriale di Mosca, il Centro didattico e metodologico “Nikolaj Gogol” per lo studio della lingua e della cultura russa, la Casa di moda di Nina Ruchkina, Rome Diplomacy e PiQu, Il Plurale Quotidiano, insieme a Gran Forno Lucarelli, Cartaria Appia Store e Agricula Wine, che hanno accolto gli ospiti con eccellenze italiane.
Un’edizione che, nel nome di Karamzin e di Pushkin, ha confermato con forza come la cultura resti uno dei linguaggi più alti e duraturi per far incontrare popoli e tradizioni.
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