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Esteri

La mediazione di Melania Trump restituisce la speranza a Oleshky

Scatta il cessate il fuoco per l’invio di aiuti urgenti e l’evacuazione dei civili intrappolati sul fronte

di Cinzia Rolli -


La Casa Bianca ha ufficializzato un accordo di cessate il fuoco localizzato nella città ucraina di Oleshky, confermando che le trattative diplomatiche sono state condotte e portate a termine con successo dalla First Lady statunitense Melania Trump.

Cosa prevede l’accordo?

L’accordo prevede una tregua mirata nella cittadina occupata nel Kherson per sbloccare l’invio di aiuti umanitari. Lo stop ufficiale alle attività militari nell’area scatterà il 27 ottobre 2026.

Il presidente Donald Trump ha confermato pubblicamente l’operazione davanti ai giornalisti, riconoscendo il merito della First Lady con le parole: “È stata un’iniziativa di Melania ed entrambe le parti sono state d’accordo”, convalidando così il ruolo della moglie come mediatrice chiave del cessate il fuoco. Ha quindi lodato l’attività della consorte dichiarando: “Penso che stia facendo meglio dei diplomatici professionisti”.

Un alto funzionario che ha preso parte ai lavori per ottenere l’accordo del cessate il fuoco, Dmytro Lubinets, commissario per i diritti umani del parlamento ucraino, ha specificato che l’Ucraina negoziava con la Russia già da febbraio per cercare di risolvere la situazione creatasi nella cittadina contesa, ma che solo dopo l’impegno di Melania Trump e del suo team le trattative sono andate avanti, concludendosi poi per il meglio.

La cittadina di Oleshky, situata di fronte a Kherson sull’altra sponda del fiume Dnipro, si trova sotto l’occupazione russa fin dalle prime settimane dell’invasione ed è attualmente una delle aree più ambite del fronte.

A partire dal 27 ottobre, i leader civili di Russia e Ucraina visiteranno i circa 2000 residenti rimasti ad Oleshky per verificare la situazione e decidere il livello di assistenza di cui hanno bisogno. Si tratta per la maggior parte di persone anziane, cittadini rimasti per assistere i parenti non più giovani, malati non autosufficienti che non avrebbero potuto affrontare un viaggio di evacuazione e bambini, circa cinquanta. “I residenti che desiderano evacuare riceveranno supporto coordinato e trasporto verso la destinazione prescelta. Prevedo che alcuni vorranno andare in Russia e altri in Ucraina”, ha dichiarato Melania Trump.

La moglie del Presidente americano ha sottolineato che il suo intervento ha permesso sia alla Russia che all’Ucraina di assegnare squadre per lavorare sui termini tecnici del processo di tregua, inclusa la sminatura delle strade fortemente minate.

La conferma del Cremlino

Il Cremlino ha confermato ufficialmente che il cessate il fuoco è stato mediato da Melania Trump, dichiarando che le forze armate russe e ucraine stanno lavorando insieme per determinare le varie fasi di attuazione.

Il diplomatico russo, Dmitry Peskov, infatti, ha rilasciato la seguente dichiarazione ufficiale, diffusa dalle agenzie di stampa statali e riportata sul sito ufficiale della Presidenza russa: “La Federazione Russa accoglie con favore gli sforzi della First Lady degli Stati Uniti Melania Trump, che ha dato un contributo significativo al coordinamento dell’operazione umanitaria nella città di Alyoshki (Oleshky) nella regione di Kherson”.

La drammatica emergenza umanitaria dell’avamposto occupato ha alimentato un duro scontro diplomatico, con Mosca e Kiev che si scambiano accuse reciproche sul blocco dei rifornimenti alla popolazione civile, intrappolata in un’area che le forze ucraine stanno tentando di riconquistare.

Da una parte, Kiev accusa i russi di aver sigillato gli accessi terrestri alla città e di abbattere i droni ucraini inviati per paracadutare cibo e medicinali ai circa duemila residenti superstiti; dall’altra, il Cremlino respinge le accuse e sostiene che siano proprio i continui bombardamenti e i droni d’attacco ucraini a impedire l’arrivo dei convogli di soccorso russi e a prendere di mira i civili in fuga lungo le vie minate. A Oleshky la fornitura di gas ed energia elettrica è interrotta dal 2023, costringendo la popolazione locale a trovare soluzioni di fortuna per sopravvivere.

Una realtà diffcile

In alcune testimonianze raccolte dalla BBC il mese scorso, gli ultimi residenti hanno descritto una realtà segnata da bombardamenti quotidiani e da una gravissima penuria di beni di prima necessità. Per non morire di fame, gli abitanti rimasti si affidano ai prodotti dei piccoli orti domestici o, nei casi più disperati, alla raccolta di lumache. Hanno inoltre denunciato che i bambini rimasti soffrono di malnutrizione e sono privati sia dell’istruzione sia dell’assistenza medica di base.

Nella cittadina è attivo un solo ospedale: la struttura, parzialmente operativa, resta aperta appena pochi giorni a settimana, dedicandosi quasi esclusivamente all’esecuzione di amputazioni particolarmente complesse. Il bilancio delle vittime a Oleshky è drammatico: centinaia di residenti hanno perso la vita e interi quartieri sono andati distrutti nel 2023, quando la Russia ha colpito la vicina diga di Kakhovka.

Il crollo dell’infrastruttura ha liberato una massa d’acqua immensa, sommergendo e devastando gran parte del territorio circostante. Alcune zone della cittadina sono rimaste sotto sei metri d’acqua, mentre altri territori sono diventati aridi e impossibili da coltivare. La First Lady statunitense ha dimostrato fin da subito un profondo e costante impegno nell’affrontare le gravi questioni umanitarie causate dalla guerra tra Russia e Ucraina.

La lettera della First Lady nel 2025

Nell’agosto 2025 infatti Melania Trump ha scritto una lettera al presidente russo Vladimir Putin spiegandogli che era tempo di proteggere i bambini e le future generazioni in tutto il mondo. Pochi giorni dopo, alla Casa Bianca, Zelensky le ha consegnato una lettera della moglie Olena ringraziandola per gli sforzi profusi nei confronti dei più piccoli. In una rara apparizione pubblica nell’ottobre dello stesso anno, la First Lady ha dichiarato che Vladimir Putin aveva risposto direttamente e per iscritto alle sue sollecitazioni. Ha inoltre aggiunto che i propri rappresentanti stavano collaborando strettamente con il team del presidente russo per favorire il rimpatrio e il ricongiungimento bilaterale dei bambini ucraini. Dal 2025 sono stati restituiti circa 34 minori, inclusi i 5 ricongiunti nel mese di luglio.

L’azione umanitaria di Melania Trump si è inserita in un momento di intensa attività diplomatica internazionale che ha visto protagonista anche il Vaticano. Poco prima, durante un colloquio telefonico con Papa Leone XIV, Vladimir Putin si era detto pronto a collaborare per sbloccare la crisi di Oleshky, accogliendo favorevolmente la proposta della Santa Sede di inviare aiuti e generi di prima necessità alla popolazione civile.

Un’apertura formale che ha trovato la sua applicazione pratica proprio grazie all’intervento diretto della First Lady, la quale è riuscita a negoziare con Mosca e Kiev i dettagli tecnici e i corridoi umanitari necessari per dare seguito logistico a quell’intesa. Parlando con i giornalisti la moglie del presidente americano ha ringraziato pubblicamente Papa Leone XIV per il fondamentale supporto e la vicinanza dimostrati nel favorire i canali di dialogo che hanno portato alla firma della tregua.

L’intera operazione sul territorio sarà documentata in esclusiva mondiale dalle telecamere dell’emittente statunitense Newsmax, una clausola fortemente voluta da Melania Trump per garantire trasparenza ed evitare manipolazioni della propaganda. Con il via libera definitivo di Russia e Ucraina, l’operazione umanitaria coordinata dalla squadra della First Lady si appresta a entrare nella sua fase più critica e complessa. Per la cittadina di Oleshky il successo di questa tregua locale è una questione di pura sopravvivenza.

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