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Politica

Salvini presenta il conto: addio Fornero e un miliardo agli autotrasportatori

Alla vigilia del Consiglio dei ministri il leader della Lega rilancia la battaglia storica del Carroccio

di Enzo Ricci -


Prima gli autotrasportatori, poi le pensioni. Matteo Salvini sceglie di presentarsi all’appuntamento con la manovra economica rilanciando due dei dossier più identitari per la Lega, il sostegno a un comparto strategico per la logistica nazionale e il superamento della legge Fornero, da anni al centro della battaglia politica del Carroccio.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato che tra oggi e domani incontrerà, insieme al viceministro Edoardo Rixi, le associazioni degli autotrasportatori, sia quelle delle grandi imprese sia quelle delle realtà più piccole. Sul tavolo il pacchetto di interventi messo in campo dal governo, a partire dal miliardo di euro già sbloccato per il settore. “Conto che anche i fondi stanziati, un miliardo sbloccato, abbiano riportato la serenità almeno in questo settore”, ha spiegato il leader leghista ai microfoni di Radio 24, rivendicando l’impegno dell’esecutivo nel contenere gli effetti del caro carburanti e sostenere le imprese più esposte. “È giusto che tutti chiedano di più”, ha aggiunto il vicepremier, sottolineando però come le misure adottate abbiano già prodotto un primo risultato politico: raffreddare il clima di tensione e riportare il confronto sui tavoli istituzionali.

Il ritorno della battaglia contro la Fornero

Ma il vero messaggio politico arriva dal fronte previdenziale. A poche ore dal varo della manovra, Salvini torna a rivendicare quello che definisce l’obiettivo prioritario della Lega: archiviare la legge Fornero e consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni. “La priorità per la Lega da tempo, e finalmente ci siamo arrivati, è superare la legge Fornero, quindi restituire tre anni di vita a chi sceglierà di andare in pensione a 64 anni rispetto ai 67 previsti dalla Fornero”, ha dichiarato il ministro. Secondo Salvini, la misura non riguarderebbe soltanto il 2027 ma sarebbe destinata a diventare strutturale, estendendosi anche agli anni successivi. Un segnale politico chiaro con cui il Carroccio punta a marcare il proprio profilo all’interno della maggioranza e a riappropriarsi di una bandiera storica spesso evocata ma mai realmente conquistata.

“Ci sono accordo e coperture”

Il nodo centrale resta quello delle risorse. Ed è proprio su questo terreno che Salvini prova ad allontanare le obiezioni. “C’è l’accordo e ci sono i finanziamenti”, assicura il vicepremier, spiegando che Ministero dell’Economia e Inps stanno effettuando le ultime valutazioni sui costi dell’intervento. “Sono fiducioso nel riuscire a mantenere un impegno che la Lega ha preso già diversi anni fa e che nelle scorse leggi di bilancio, per altri problemi, non siamo riusciti a portare a casa”, ha aggiunto. La linea del leader leghista è netta. L’anticipo pensionistico non verrebbe considerato una nuova spesa pubblica ma la restituzione di contributi già versati dai lavoratori. A suo avviso, “non è un costo, non è un regalo, non è un omaggio. È semplicemente riprendersi indietro quello che i lavoratori hanno prestato negli anni allo Stato prima dei 67 anni”.

La sfida identitaria della Lega

La proposta, che Matteo Salvini conta di portare sul tavolo del Consiglio dei ministri, punta a riaprire un confronto che attraversa la politica italiana da oltre un decennio. Per il capo politico della Lega l’attuale soglia pensionistica colloca l’Italia “agli ultimi posti in Europa per anzianità di diritto pensionabile”. Con l’uscita a 64 anni, il Paese diventerebbe “più rispettoso dei suoi lavoratori e delle sue lavoratrici”, favorendo al tempo stesso l’ingresso delle nuove generazioni nel mercato del lavoro. Alla vigilia del Consiglio dei ministri il messaggio è già partito. La partita della manovra passa anche dalla promessa di mandare in soffitta la Fornero.

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