Bollo auto, l’analisi Upb: “Esenzione favorisce famiglie meno abbienti”
Secondo l’ufficio parlamentare di bilancio, l’esenzione dal bollo auto non arriverebbe a interessare nemmeno venti milioni di veicoli. Il beneficio però, stando ai calcoli degli analisti dell’Upb, impatta per lo più sulle famiglie meno abbienti. Che, senza dover pagare la tassa – tra le più “odiate” dagli italiani – si ritroverebbero più pronte a coprire i costi del carovita che incombono su di loro. Pertanto, la proposta dell’Upb sul bollo auto è semplice: la misura deve diventare strutturale.
L’esenzione del bollo auto “diventi strutturale”
L’analisi dell’ufficio parlamentare di bilancio è una carezza in un pugno. Già, perché i conti dell’Upb smentiscono i numeri diffusi dal governo secondo cui la misura interesserebbe fino al 70% del parco auto circolante in Italia. Più modestamente, ma nemmeno troppo in realtà, lo sgravio sarebbe applicabile al 45% dei veicoli che ogni giorno solcano le strade italiane. Ma produrre effetti benefici sul 73% delle famiglie. Contestualmente, gli economisti dell’ufficio parlamentare di Bilancio riferiscono che la norma è ancora meno impattante sui motocicli. Solo il 2%, infatti, risulterebbe rientrante nelle disposizioni.
L’aiuto alle famiglie meno abbienti
La conseguenza di questi numeri è una sola. Se la platea è meno vasta del previsto, considerando l’introito garantito alle Regioni che sfiora i 7,2 miliardi di euro, è giusto immaginare di rendere strutturale l’esenzione dal bollo auto. Un taglio limitato al 2027 non sarebbe sufficiente all’obiettivo, più ambizioso, di lenire le difficoltà delle famiglie. L’esenzione, infatti determina vantaggi per le famiglie meno abbienti, aiutandole a coprire le falle nel ménage familiare causate dal carovita. E più scende la fascia di reddito, maggiore è l’effetto. Dal momento che si tratta di “un tributo che, nella sua configurazione attuale, incide fino a sei volte di più sui bilanci delle famiglie meno abbienti rispetto ai nuclei più agiati”.
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